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Come non c'é identità tra
cristiani e Cristianesimo, così non si può confondere l'Islam
con il terrorismo o il fondamentalismo musulmano. Non sono forse cristiani-battezzati
gli appartenenti alle varie cosche mafiose che operano da secoli in Italia?
E allora possiamo dire che tut-ti i cristiani siano mafiosi? Perciò la
religione cristiana e musulmana "valgono" per quello che dicono
i loro relativi libri sacri,la Bibbia e il Corano, ma principalmente
per i Santi cha tali libri hanno generato. E' la santità effettiva
e pratica del cristiano e del musulmano che conta, in coerenza con la
loro fede; è il vivere ed operare da Santi, che qualifica un popolo.
I delitti di un cristiano o di un musulmano non possono coinvolgere la
loro religione e il loro popolo: essi soltanto sono meritevoli di biasimo
o di condanna.
Infatti per ovviare ai pregiudizi reciproci tra Islamismo e Cristianesimo,
nel 1976 ci fu a Tripoli, su invito del governo libico, dall'1 al 5 febbraio,
un imponente Seminario di esperti per il dialogo islamico-cri-stiano, in
cui le due parti concordarono di incoraggiare la traduzione della Bibbia
e del Corano in tutte le lingue, condannando il tentativo di confisca di
questi libri e il divieto di circolazione in ogni parte del mondo. Anche
se da sempre c'è stata convivenza tra cristiani e mu-sulmani, ora
il fenomeno si allargherà sempre di più, non solo per 1o
sviluppo dei mass-media, ma per la maggiore maturità e coscienza
del ri-spetto di tutte le religioni, che, abbiano o no qualche aspetto
comune, sentono di doversi reciprocamente accettare, specialmente con il
costituirsi di grandi Confederazioni internazionali, quale quella nascente
europea, cui speriamo seguano tante altre in tutti i Continenti.
Pur sussistendo ancora situazioni drammatiche nel campo dell'economia,
con sperequazioni enormi tra le classi in tutto il Pianeta e special-mente
in Africa e nell'America del Sud, non dobbiamo fermare né rallentare
il cammino verso le grandi Confederazioni, per realizzare le liber-tà politiche
presso tutti i popoli ed una più umana distribuzione dei beni di
consumo nel rispetto della dignità di tutti gli uomini.
In un mondo divenuto così piccolo per la rapidità delle comunicazioni
e del trasporto delle merci, non è più concepibile né tollerabile
l'esi-stenza di tante malattie e della fame, mentre altrove si consuma
più del necessario e si sciupano tanti beni di prima necessità,
che ancora man-cano in tanti Paesi per la presenza di governi schiavisti,
che difendono i loro privilegi e i loro lingotti.
Nella ricerca di questi diritti fondamentali della persona umana, cristiani
e musulmani, concordano nel volere al più presto la soluzione, perché lo
stesso Dio è Padre di tutti e vuole che tutti si riconoscano fratelli
e realizzino la giustizia più ampia possibile.
I1 mondo occidentale ha gli strumenti per raggiungere al più presto
questo traguardo e non può perder tempo in beghe e faziosità politiche
ingiustificabili di fronte ad una realtà di miliardi di creature,
che lottano per la sopravvivenza.
Infine ricordiamo che il terrorismo più pericoloso non é quello
musul-mano, ma quell'altro che, chiuso nella ricerca egoistica del proprio
benessere e insensibile agli infiniti bisogni di immense moltitudini, causa
più numerose vittime nell'ipocrita apparenza di situazioni paci-fiche.
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