l'intruso e la lotta alla mafia

  di salvo carnevale  

 

Lunedì 25 Ottobre ore 09:30 - due giorni dopo il presidio all'Irish Pub. Due carabinieri si vedono in Contrada Forte Vigliena. Vigilano dinanzi all' Irish Pub, ormai icona della lotta al racket organizzato nella provincia di Siracusa. Straordinario, efficace, visivamente rassicurante il modo con cui le istituzioni affrontano l'annoso problema. Lo Stato, la Regione, il Comune avversari spietati della Mafia, invisibile cobra incantatore delle coscienza civile. Si direbbe che la gente può dormire sonni tranquilli grazie a queste misure di sicurezza!
Domenica 24 Ottobre - in tutte le edicole all'indomani del presidio. Quando è tangibile la grande professionalità degli organi di informazione? Ogni qual volta riesce ad esprimere lealmente la realtà dei fatti, regalando al pubblico rapporti dettagliati su avvenimenti di rilievo. Bene, guardando giornali e tv locali sembra che si abbia a che fare con autentici avventurieri dell'alta arte del giornalismo. Non è facile sfidare la Mafia quotidianamente! Pare che qui a Siracusa istituzioni aggressive e mass-media attivi monitorizzino bene le condizioni oggettive della nostra società.
Lunedì 18 Ottobre, pensieri fino alle ore 23:59 – Il giorno prima il terzo attentato.
E allora come mai, da qualche tempo a questa parte, isolate voci provenienti dal mondo sindacale e da parte del centro-sinistra locale, parlano di situazione siracusana a rischio? Si denuncia una “recrudescenza della criminalità organizzata”; di “una Mafia che preoccupa”; perché “mina la sicurezza della cittadinanza e dei lavoratori dipendenti ed autonomi onestamente impegnati”.
La solita estremizzazione dei fatti, il solito allarmismo ingiustificato dell'ineffabile CGIL, le solite bugie propagandistiche del centro-sinistra.
Se il Sig. Roberto Centaro, Presidente della Commissione parlamentare Antimafia, dice da tre anni che la situazione in generale è sotto controllo e non esiste alcun caso di emergenza mafiosa in questa provincia, non si capisce perché si debba per forza destabilizzare il paradisiaco clima siracusano. Adagiato su una rassicurante protezione istituzionale!
Martedi 19 Ottobre, ore 3:30 - terzo attentato all' Irish Pub!!.
Ma un incendio di origine dolosa al simbolo della lotta al racket (vi ricordate l'Irish?) scalda l'ambiente. Non è possibile; ma questa non è la città delle forze dell'ordine mandate a proteggere “preventivamente” i cosiddetti obiettivi sensibili? (vi ricordate del rassicurante 25 Ottobre?) La città del giornalismo impegnato in battaglie di legalità!? La città delle istituzioni forti?
Sabato 23 Ottobre - presidio spontaneo davanti al simbolo nuovamente incendiato.
C'erano tutti, o quasi, quel giorno. Personalità istituzionali, dirigenti sindacali, giornalisti, vertici politici, i massimi esponenti della federazione anti-racket italiana e cittadini comuni. Si discute. Ma qualcosa nel palco virtuale dell'Irish stona palesemente: nella diffidenza generale il sig. Intruso (vi ricordate di Roberto Centaro?) parla! Ma che senso dare alle sue frasi fuori tempo massimo? Stop!
Pensateci, se dall'ardita ricostruzione dell'articolo fossero state tolte le date, la cronistoria di questo spaccato sociale lo si poteva definire “normale svolgimento dialettico-istituzionale “ sul difficile tema della Mafia.
Ma il cerchio non si chiude. Le date ci sono, la rigorosità del tempo ci mostra la contraddizione dei fatti e il drammatico epilogo della storia.
Da un lato, la questiona mafiosa si è tristemente amplificata nonostante le denunce e gli allarmi di chi crede in un mondo più giusto e non ama strumentalizzare una voragine sociale di siffatta proporzione; e dall'altro un'imperdonabile sordità istituzionale che ha solidarizzato, seppur involontariamente, con l'impietosa escalation della criminalità organizzata.
Pesanti le parole di Tano Grasso, presidente dell'associazione nazionale anti-racket, quando dice che questo atto criminale non si sarebbe mai verificato se le istituzioni avessero fatto il proprio dovere.
In piena coscienza della estrema gravità raggiunta, il sindacato chiede un fronte unito a difesa della parte sana dell'economia locale e proclama una mobilitazione generale in Novembre per misurare la sensibilità della cittadinanza. Una manifestazione evocativa e al tempo stesso dovuta, per tamponare una spaventosa involuzione della soglia di attenzione al fenomeno.
E' tempo di risensibilizzare l'opinione pubblica: il fenomeno mafioso non è affatto sconfitto, anzi, strisciando subdolamente nel background sociale addormenta l'attenzione di tutti i soggetti che ama colpire. I contributi, pur forti, del Sindaco Bufardeci e del Presidente della Provincia Marziano non sono, purtroppo, sufficienti in questo quadro d'insieme a ridimensionare l'imponente questione. Come essenziali, ma non sufficienti, sono le forze dell'ordine, l'informazione, la magistratura, il mondo politico e sindacale. Solo la gente può dare un colpo decisivo al dramma mafioso, il suggerimento storico viene proprio dagli ambienti malavitosi in una celebre intercettazione telefonica divulgata nel pluri-censurato programma televisivo “Blu Notte” di Carlo Lucarelli. Se la gente si ribella loro sono finiti. Purtroppo, questo mutamento culturale, come amavano chiamarlo Falcone e Borsellino è ben lungi dal suo realizzarsi, bastava venire al presidio del 23 Ottobre per capire quanto timore ed assuefazione incute la Mafia.