un progetto politico contro la guerra

  di tati sgarlata  

 

Più vivo e più faccio Politica e più mi rendo conto che lo snodo fondamentale è la guerra.La guerra quotidiana tra di noi, la guerra di Bush e di Bin Laden, la guerra dello sterminio per fame e per banali malattie nel terzo mondo.
La guerra causata dal mettere al primo posto il nostro interesse, la nostra convenienza, il nostro tornaconto mettendo non al secondo posto, ma al centesimo posto i bisogni ed i punti di vista dell’altro.
Copierò a questo proposito un brano di una lettera scritta da Tiziano Terzani nel gennaio 2002, lettera tratta da un meraviglioso libro edito da TEA dal titolo “Lettere contro la guerra”. Terzani recentemente scomparso, come molti sapranno, ha avuto il grande pregio di riuscire a parlare contro la guerra non facendo a sua volta una guerra, come c’è il rischio di fare esasperati dalla situazione sempre più drammatica che ci circonda.
Terzani scrive: “Il grande progresso materiale non è andato di pari passo col nostro progresso spirituale. Anzi: forse da questo punto di vista l’uomo non è mai stato tanto povero da quando è diventato così ricco. Da qui l’idea che l’uomo, coscientemente, inverta questa tendenza e riprenda il controllo di quello straordinario strumento che è la sua mente. Quella mente, finora impegnata prevalentemente a conoscere e ad impossessarsi del mondo esterno, come se quello fosse la sola fonte della nostra struggente felicità, dovrebbe rivolgersi anche all’esplorazione del mondo interno, alla conoscenza di sé….Ancor più che fuori, le cause della guerra sono dentro di noi. Sono in passioni come il desiderio, la paura, l’insicurezza, l’ingordigia, l’orgoglio, la vanità. Lentamente bisogna liberarcene. Dobbiamo cambiare atteggiamento. Cominciamo a prendere le decisioni che ci riguardano e che riguardano gli altri sulla base di più moralità e meno interesse. Facciamo più quello che è giusto, invece di quel che ci conviene. Educhiamo i figli ad essere onesti, non furbi….Soprattutto dobbiamo fermarci, prenderci tempo per riflettere, per stare in silenzio…Questi sono ancora i giorni in cui è possibile fare qualcosa..Il cammino è lungo e spesso ancora da inventare. Ma preferiamo quello dell’abbrutimento che ci sta dinanzi? O quello, più breve, della nostra estinzione? Allora: Buon viaggio! Sia fuori che dentro.”
Come si evince da questo scritto il problema ha grandi valenze culturali che si traducono in pratiche quotidiane e valenze di tipo politico.
La valenza culturale ci pone davanti alla necessità di un grande cambiamento solo nella misura in cui comprendiamo e percepiamo la complessità e la difficoltà della situazione nella quale viviamo. Lo sforzo che si deve fare è quello di riuscire a decentrarci dal nostro punto di vista particolare e di scoprire ad ogni occasione, ad ogni colloquio, ad ogni incontro, la ricchezza che può rappresentare l’altro, i bisogni reali di cui è portatore.
Per esempio rispetto alla mia esperienza di Consigliere Provinciale questo vuol dire rispettare le diversità che incontro e cercare di pormi con autenticità, pacatezza e fermezza in ogni occasione. Se c’è da fare rispettare una regola, questo vale per tutti; se c’è da individuare responsabilità, questa deve essere una opportunità per tutti; se c’è da cambiare idea, questo vale per chiunque la presenti. Ed inoltre opporsi sempre ai metodi sleali e di congiura, portare alla luce del sole tutte le questioni, difendere ciò che ha un senso difendere e non per ragioni di parte.
Ed ancora dal punto di vista pratico è innanzitutto essenziale quello che ci ricorda Tiziano Terzani, cioè la necessità di un cammino interiore che dovrebbe essere tanto più ricco, quanto più il soggetto è impegnato in posti di responsabilità. Avviene chiaramente tutto il contrario.
Dal punto di vista politico, il centro sinistra deve avere ben chiara la situazione e presentare un progetto innovativo agli elettori, un progetto coraggioso che metta al primo posto un lavoro di Pace Preventiva che si opponga fermamente alla guerra preventiva di Bush ed allo spietato terrorismo fondamentalista.
Per fare questo il centro sinistra sa che non è più possibile concepire il mondo come occidentale centrico?
Per fare questo il centro sinistra sa che necessita una politica energetica rivoluzionaria che abbatta i consumi energetici e l’inquinamento e punti decisamente sul rinnovabile?
Per fare questo il centro sinistra sa che è necessario avviare un vero dialogo interculturale che preveda innanzitutto l’accoglienza verso gli immigrati ed il rispetto dei loro diritti?
Per fare questo il centro sinistra sa che lasciare nella miseria masse sterminate di individui non fa altro che rendere non credibile agli occhi del mondo la società occidentale, oltre che alimentare un terrorismo sempre più bieco?
Ho tentato con un ordine del giorno sulla Pace Preventiva da fare approvare al Consiglio provinciale di porre queste problematiche all’attenzione del Consiglio stesso. Sono passati 8 mesi ed ancora l’ordine del giorno deve essere approvato.
Ma non demordo, credo che dobbiamo affinare strumenti, dobbiamo fare conoscere le nostre ragioni, dobbiamo riuscire a farci comprendere, perché questo progetto è l’unico che ha senso difendere e portare avanti, è l’unico su cui L’Ulivo, con le alleanze che ci saranno, dovrà essere in grado di sviluppare se vuole dare un senso alla sua azione Politica.

la pratica giorno per giorno della pace preventiva