le libertà degli studenti non si toccano

  di luca castello  

 

Giorno 4 Ottobre ha avuto luogo una manifestazione in memoria delle Stragi degli innocenti, indetta dall’arcivescovado di Siracusa, alla quale hanno preso parte le scuole medie superiori, alcuni istituti comprensivi, e autorità civili, militari e religiose. Alle 9.30 sono partiti contemporaneamente due cortei, il primo dal Pantheon, e il secondo da Piazza L. Da Vinci, per incontrarsi al Santuario della Madonna delle Lacrime, dove la manifestazione si è conclusa, con la Santa Messa (celebrata dal vescovo), a cui ha preso parte il sindaco. Si è poi tenuto un dibattito degli studenti sulle problematiche sociali che caratterizzano i nostri giorni. I ragazzi partecipanti hanno voluto dimostrare, nonostante le difficoltà di non voler restare a guardare, di volere, nonostante tutto, avere voce in capitolo, di voler farsi sentire e non arrendersi alle ingiustizie che sconvolgono il mondo, intorno a noi o anche a centinaia di chilometri di distanza. La manifestazione (voluta dal vescovo) aveva come scopo, oltre a quello della commemorazione delle vittime del terrorismo o dei bambini sfruttati in diverse parti del mondo, quello di fornire ai giovani di Siracusa una coscienza, ed una conoscenza sociale, che possa garantire un loro impegno concreto contro qualsiasi forma di violenza. Pronta e decisa è stata la risposta dei ragazzi. Diverse sono state invece le posizioni dei presidi rispetto alla manifestazione. Il vescovo aveva infatti inviato una lettera ai rappresentanti degli istituti di scuola superiore, per informarli della manifestazione, e per introdurre loro le tematiche che sarebbero state discusse, ma mentre alcuni presidi hanno accolto con piacere l’iniziativa, concedendo ai ragazzi di potersi assentare dalle lezioni senza bisogno di giustificazioni; altri dirigenti non solo non hanno giudicato “opportuno” mettere questo documento a disposizione degli studenti, ma hanno anche ritenuto che la partecipazione dei ragazzi alla manifestazione, fosse superflua, arrivando perfino a minacciarli di sospensioni, ammonizioni o addirittura di privarli dei punti di credito a fine anno se avessero preso parte al corteo. Purtroppo non sono solo queste le restrizioni dei diritti degli studenti siracusani, che si trovano ogni giorno sempre più svantaggiati riguardo le loro libertà. La censura, o le intimidazioni sono solo alcuni degli innumerevoli casi: mancano locali adatti allo svolgimento delle lezioni, le assemblee non sempre sono riconosciute come diritto-dovere dello studente, ma soprattutto manca il dialogo all’interno delle scuole, fra i ragazzi stessi o con i professori, non si riesce a stabilire un rapporto che possa realmente portare alla riflessione e alla conoscenza sociale e culturale dei ragazzi, riguardo il mondo che li circonda. È inconcepibile che in questo presente gli studenti, per potere avere l’occasione di formarsi e di farsi sentire nella società debbano lottare contro le stesse strutture che dovrebbero fornire loro una mentalità di “cittadini migliori, per un domani migliore”. Ci auguriamo che errori del genere non si ripetano in altre occasioni, ma siamo felici di poter vedere nella nostra città dei giovani che non si arrendono davanti alle difficoltà per manifestare le loro opinioni, anche se questo vuol dire andare incontro a sacrifici, e a scontri più grandi di loro.