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| di claudio fava | ||
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Dopo l’utile invettiva di
Moretti a piazza Navona, il passaggio politico più significativo
in questi anni di magra politica s’è consumato a Palermo,
due anni fa: seimila cittadini (non solo studenti, non solo professori,
non solo militanti…) che si ritrovarono nell’aula magna dell’università e
tracimarono nei corridoi, nei viali della cittadella, lungo le scale,
pigiati e tenaci come tifosi da curva, seimila palermitani sommariamente
convocati da un appuntamento verbale affidato al passa parola dei movimenti,
, in quella Palermo espugnata dalle vecchie baronie politiche e affidata
come una colonia ai funzionari in completino blu di Forza Italia, e invece
furono seimila, senza macchine di partito alle spalle, senza l’orgogliosa
organizzazione dei sindacati, bastò quel giro di sms, un atto
di disperata volontà civile, la più affollata manifestazione
pubblica dai tempi dei funerali di Falcone. «Troppo e per troppo lungamente,
ci siamo comportati come se i nostri militari grandi potrebbero e
la ricchezza potrebbe determinare
una soluzione americana ad ogni problema del mondo... » |