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Spesso ci chiedono: siete così tante,
come fate ad andare d'accordo? Hanno ragione a chiedercelo: noi siamo
ottanta e non c'è chi non sappia che le associazioni femminili
sono famose per la diffusa aria di cortile che prima o poi, fatalmente,
si viene a creare. Pettegolezzo, maldicenza, urla e scontri in assemblea
e immancabili frecciatine velenose l'una alle spalle dell'altra. Oppure
calma apparente, sorrisini ipocriti e falsità che si affetta con
il coltello da cucina. Gli uomini si divertono un mondo quando le donne
si accapigliano perché non gli sembra vero di poter dire: Visto?
Siete più litigiose di noi! Che poi è un'emerita scemenza
perché a parità di litigiosità, gli uomini scatenano
guerre spettacolari e spaventosi eccidi di massa, le donne invece, molto
più modestamente, si accontentano di denigrarsi fra di loro, sbarrarsi
la strada a vicenda se sono in carriera, estromettersi dal giro e svalutarsi
a tutti i livelli.
Ed eccoci al punto, la filosofia delle Nereidi è esattamente l'opposto
di tutto questo: le donne devono coltivare l'autostima e devono imparare
a darsi reciproco valore. Perché quello che salva una donna dalla
violenza maschile (individuale e collettiva) non è affatto o soltanto
la separazione fisica e legale dal suo maltrattatore, ma il suo livello
di autostima e la solidarietà delle altre. Infatti La donna che
si stima non permette che le si usi violenza, e se la violenza la raggiunge
comunque, ciò che la salva davvero è la stima di sé e
la solidarietà delle altre donne che la condurranno a non farsi
distruggere, a ribellarsi, a respingere chiunque le fa del male.
Al Centro Le Nereidi si respira un'aria salubre e benefica perché il
pettegolezzo è bandito e inesistente, ognuna assolve il suo ruolo
e ci si muove in sintonia. Peraltro il lavoro è molto impegnativo
e porta inevitabilmente le operatrici a vivere esperienze forti. Insieme,
dunque, si provano emozioni, si lotta, si piange e si ride. Entrare in
contatto con donne annientate dalla violenza, sapere quanto atrocemente
può soffrire una donna quando non ha stima alcuna di sé,
quando nessuno le vuole bene, nessuno le dà il benché minimo
valore, e tutti la trattano come uno stuoino, è una continua lezione
di vita per tutte noi, dalla più 'anziana' all'ultima giovane tirocinante.
E sono proprio le giovani le più attive, creative e passionali,
quelle che intrecciano le amicizie più profonde fra di loro e che
producono le idee più ambiziose e innovative.
Insomma il Centro è prima di tutto una ricchezza e un patrimonio
per le stesse donne che ci lavorano. E questo spiega anche perché molte
Nereidi sono disposte a coprire distanze non indifferenti per far parte
dell'associazione: due vengono da Lentini, due da Noto, una da Avola, tre
da Augusta, una da Cassaro, due da Carlentini e due addirittura da Catania!
Va detto che proprio qualche mese fa, a Catania è nato un centro
antiviolenza, ma alle nostre socie catanesi non gliene può importare
di meno: preferiscono farsi 60 chilometri all'andata e 60 al ritorno, quattro
e anche cinque volte al mese per fare i turni di volontariato, pur di non
lasciarci. Beh, un motivo ci sarà!
N. B. Il Centro antiviolenza Le Nereidi (tel. 0931.492752) ha sede all'Asl
8 di Traversa Pizzuta ed è presieduto da Raffaella Mauceri (raffaella.lanereide@virgilio.it)
il
centro è prima di tutto una ricchezza e un patrimonio per
le stesse donne che ci lavorano |
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