il segreto delle nereidi

  di raffaella mauceri  

 

Spesso ci chiedono: siete così tante, come fate ad andare d'accordo? Hanno ragione a chiedercelo: noi siamo ottanta e non c'è chi non sappia che le associazioni femminili sono famose per la diffusa aria di cortile che prima o poi, fatalmente, si viene a creare. Pettegolezzo, maldicenza, urla e scontri in assemblea e immancabili frecciatine velenose l'una alle spalle dell'altra. Oppure calma apparente, sorrisini ipocriti e falsità che si affetta con il coltello da cucina. Gli uomini si divertono un mondo quando le donne si accapigliano perché non gli sembra vero di poter dire: Visto? Siete più litigiose di noi! Che poi è un'emerita scemenza perché a parità di litigiosità, gli uomini scatenano guerre spettacolari e spaventosi eccidi di massa, le donne invece, molto più modestamente, si accontentano di denigrarsi fra di loro, sbarrarsi la strada a vicenda se sono in carriera, estromettersi dal giro e svalutarsi a tutti i livelli.
Ed eccoci al punto, la filosofia delle Nereidi è esattamente l'opposto di tutto questo: le donne devono coltivare l'autostima e devono imparare a darsi reciproco valore. Perché quello che salva una donna dalla violenza maschile (individuale e collettiva) non è affatto o soltanto la separazione fisica e legale dal suo maltrattatore, ma il suo livello di autostima e la solidarietà delle altre. Infatti La donna che si stima non permette che le si usi violenza, e se la violenza la raggiunge comunque, ciò che la salva davvero è la stima di sé e la solidarietà delle altre donne che la condurranno a non farsi distruggere, a ribellarsi, a respingere chiunque le fa del male.
Al Centro Le Nereidi si respira un'aria salubre e benefica perché il pettegolezzo è bandito e inesistente, ognuna assolve il suo ruolo e ci si muove in sintonia. Peraltro il lavoro è molto impegnativo e porta inevitabilmente le operatrici a vivere esperienze forti. Insieme, dunque, si provano emozioni, si lotta, si piange e si ride. Entrare in contatto con donne annientate dalla violenza, sapere quanto atrocemente può soffrire una donna quando non ha stima alcuna di sé, quando nessuno le vuole bene, nessuno le dà il benché minimo valore, e tutti la trattano come uno stuoino, è una continua lezione di vita per tutte noi, dalla più 'anziana' all'ultima giovane tirocinante. E sono proprio le giovani le più attive, creative e passionali, quelle che intrecciano le amicizie più profonde fra di loro e che producono le idee più ambiziose e innovative.
Insomma il Centro è prima di tutto una ricchezza e un patrimonio per le stesse donne che ci lavorano. E questo spiega anche perché molte Nereidi sono disposte a coprire distanze non indifferenti per far parte dell'associazione: due vengono da Lentini, due da Noto, una da Avola, tre da Augusta, una da Cassaro, due da Carlentini e due addirittura da Catania! Va detto che proprio qualche mese fa, a Catania è nato un centro antiviolenza, ma alle nostre socie catanesi non gliene può importare di meno: preferiscono farsi 60 chilometri all'andata e 60 al ritorno, quattro e anche cinque volte al mese per fare i turni di volontariato, pur di non lasciarci. Beh, un motivo ci sarà!
N. B. Il Centro antiviolenza Le Nereidi (tel. 0931.492752) ha sede all'Asl 8 di Traversa Pizzuta ed è presieduto da Raffaella Mauceri (raffaella.lanereide@virgilio.it)

il centro è prima di tutto una ricchezza e un patrimonio per le stesse donne che ci lavorano