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Voglio raccontare una piccola storia.
Vera. Ma vale un apologo.
Una mia amica, che gestisce una sala di parrucchiere per signore, una donna
giovane,simpatica, intelligente, di successo nel suo lavoro, che incontra
giornalmente decine di persone, spigliata, sempre aggiornata, che può contare
su una solida e tranquilla sicurezza economica, il marito un tecnico libero
professionista, questa mia amica, qualche giorno addietro, chiacchierando
noi delle imminenti elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio
comunale di Siracusa, mi ha confidato il nome del candidato al consiglio
comunale per il quale voterà.
E mi ha pure spiegato la sua scelta. “Ha fatto, a me e alla mia famiglia,
un grosso favore. Alla morte di mio padre non riuscivamo a trovare un loculo
al cimitero di Siracusa dove tumularlo dignitosamente. Eravamo disperati.
Ci hanno consigliato di rivolgerci ad un consigliere comunale , già nostro
conoscente, perché avrebbe potuto aiutarci. Così è stato.
E così abbiamo risolto il nostro problema. Al cimitero di Siracusa
si è trovato un loculo dove tumulare nostro padre. Vuoi che non
sia grata a questa persona che si è resa disponibile e ha saputo
aiutarmi? Non solo io, ma tutta la mia famiglia voteremo per lui. Se lo
merita.”
Solo due piccole considerazioni mi sono permesso di avanzare al racconto
della mia amica, considerazioni che naturalmente non hanno scalfito o modificato
la sua decisione, ma non era questo che mi interessava.
Prima riflessione: il diritto con il favore. Se il diritto ad avere un
loculo al cimitero per la sepoltura dei propri cari è un diritto
negato, perché l’amministrazione e la politica non lo sanno
garantire, allora diventa un favore da richiedere a chi sa o può farlo
ottenere.
Ad ogni diritto negato corrisponde un possibile favore concesso. Ad ogni
diritto negato corrisponde uno spazio di libertà in meno.
Seconda riflessione: la politica come manovalanza. C’è uno
strano modo di intendere l’attività politica, soprattutto
quella svolta a livello locale e amministrativo.
Fare politica significherebbe mettere su una piccola agenzie di disbrigo
pratiche.
Insomma fare manovalanza politica.
Conclusione modestissima, ma può aiutarci a capire molte dinamiche
elettorali. E’ chiaro che diritti negati e manovalanza politica stanno
insieme.
Ogni diritto negato accresce gli spazi della manovalanza; ogni manovale
della politica tende a comprimere gli spazi dei diritti per allargare quelli
del favore.
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