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Sabato 15 Maggio era il compleanno
di Emergency, Gino Strada, uno dei fondatori, lo ha celebrato in una
sala operatoria del centro chirurgico di Erbil, nel Nord dell’Iraq.
Dieci bambini sono stati investiti dall’esplosione di un ordigno.
Diar non ce l’ha fatta. Aveva sei anni.
Quando Teresa (Sarti, la nostra presidente) ci ha raccontato la storia
di Emergency ci ha parlato di un’idea un po’ folle nata “intorno
a un tavolo di cucina” per tentare di fare qualcosa di concreto per
riparare almeno in parte alle ferite delle troppe guerre. E questo qualcosa
voleva essere ed è stato portare assistenza medico-chirurgica alle
vittime dei conflitti che per il 93% sono civili. Questo vuol dire che
su 100 vittime 93 sono civili inermi e di questi 36 sono bambini, solo
7 sono i combattenti. Nelle guerre che si combattono oggi le trincee, le
linee nemiche sono i ponti, le strade, le case così si può morire
andando a scuola o a un matrimonio perché dall’alto…bombardano.
Cose che succedono,davvero, in Iraq, in Afghanistan.
Il primo intervento di Emergency fu nel Ruanda insanguinato dalle lotte
tra Tutsi e Hutu, venne ristrutturato e riaperto l’ospedale di Kigali.
1994–2004 In questi dieci anni abbiamo allargato il nostro campo
di intervento : dopo quella prima missione ora siamo presenti con i nostri
ospedali in Aghanistan, Iraq, Cambogia, Sierra Leone, Palestina e stiamo
avviando nuovi interventi in Nicaragua, Sudan e in Angola.
Dieci anni nei quali abbiamo costruito 10 ospedali e decine di centri sanitari
e posti di primo soccorso e curato più di un milione di persone.
Emergency non si pone il solo obiettivo di curare le ferite in ospedali
i cui standard non siano in alcun modo inferiori a quelli europei e che
rappresentino delle oasi di pace e di bellezza, ma anche quello di offrire
la possibilità di affrontare nuovamente la vita. Ecco il perché dei
centri di riabilitazione fisica, ma anche sociale dove vengono effettuati
corsi di formazione professionale. Sono state anche attivate forme di cooperazione
come in Afghanistan o Iraq.
Il lavoro di Emergency si fonda su principi per noi irrinunciabili.
Siamo convinti che il diritto alla salute sia un diritto di tutti. Per
questo offriamo assistenza completamente gratuita a tutti i nostri pazienti
in tutte le nostre strutture.
Crediamo nel rispetto della persona in quanto tale e quindi offriamo il
nostro aiuto a chiunque ne abbia bisogno, senza alcuna discriminazione.
Ad esempio abbiamo curato taliban e mujaheddin durante la guerra in Afghanistan
senza fare alcuna distinzione di opportunità o di convenienza.
Benché un milione di persone curate sia un numero considerevole
ne comprendiamo l’estrema marginalità. Per incidere sui problemi
causati dalla guerra e quelli che emergono nelle fasi postconflittuali:fame,povertà e
assenza di cure mediche non è sufficiente operare nell’ambito
umanitario. Per questo ci impegniamo nella diffusione di una cultura di
pace e solidarietà, raccontando cosa fa Emergency, ma anche la guerra
vista da Emergency. Sono le storie che ci raccontano i medici, storie di
guerra, storie di bambini , di donne, di uomini, storie di razzi, mine,
di mutilazioni. Storie di grandi sofferenze e grande umanità, coraggio
e tenacia, e non solo dello staff, ma soprattutto dei pazienti.
Amici che abbiamo imparato a conoscere leggendo le loro storie e guardando
le loro foto (lo potete fare anche voi leggendo il nostro giornale, i nostri
libri o andando su internet). E conoscendoli ci siamo affezionati, immedesimati.
Durante un mattutino giro di visite nel nuovo reparto di rianimazione dell’ospedale
di Kabul Gino ci racconta di aver pensato che stiamo banalmente, ma giustamente
riconoscendo un diritto umano, ogni volta che estendiamo ad altri quello
che loro spetta e che noi esigiamo per noi stessi:ci stiamo comportando
semplicemente in modo umano. Ma che questa cosa banale è insieme
bellissima perché riconosce il valore di ogni essere umano e nel
fare questo costruisce la pace.
Questi importanti passi verso la pace sono resi possibili dalla generosità di
tutti coloro che aiutano Emergency. Grazie!
il
registro delle unioni civili a floridia
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