un'altra lentini è possibile

  di virgilio gionfriddo  

 

La vicenda delle candidature del centro sinistra a Sindaco di Lentini ci aiuta a capire e a far capire qual è lo stato dei soggetti politici che ad esso appartengono.
In particolare viene fuori con tutta chiarezza l’identità dei DS e della Margherita.
I DS da tempo sembrano aver rinunciato a rappresentare quel modello della politica in cui tanti a lungo hanno creduto, caratterizzato da un confronto democratico tra posizioni diverse che ritrovano nei reali bisogni di una comunità la giusta e irrinunciabile sintesi della dialettica politica. In occasione di questa scadenza elettorale amministrativa, hanno portato avanti con ostinazione il patto con l’Udeur dal quale hanno voluto escludere i tradizionali alleati del centro sinistra, tentando in tutti i modi di metterli all’angolo o piegandoli con suggestive promesse di visibilità qua o là.
Margherita, Democrazia cristiana, Sdi, altri Movimenti, Rifondazione comunista hanno in una prima fase fatta propria la candidatura di Armando Rossitto. Su di lui sono piovuti tutti i possibili giudizi negativi dei DS che si sono sempre rifiutati di dialogare con chi aveva avuto la spudoratezza di sfidarli e di proporre un candidato avverso a quello scelto unilateralmente da loro.
Per una serie di motivi ancora non noti, la Margherita aveva proposto agli altri soggetti politici, con i quali in un primo momento aveva scelto la candidatura di Armando Rossitto, di convergere su un’altra candidatura: quella di Enzo Pupillo, della Margherita appunto, definita, fra l’altro, come più gradita ai DS nel caso di ballottaggio.
DC, SDI, RC, Movimenti vari, con qualche mugugno avevano legittimamente scelto Pupillo, dimenticando di coinvolgere in quella decisione anche il gruppo dei sostenitori di Armando Rossitto, che avevano appreso solo dalla stampa la novità.
Nel momento in cui il quadro sembrava definito, Pupillo perdeva un pezzo dei sostenitori, i Riformisti di Mario Bosco, dimostratisi sensibili alle sirene dei DS…
A quel punto “gli alleati” perdono la testa e si recano tutti, dico tutti Margherita compresa, da Armando Rossitto per pregarlo di essere lui a rappresentare la coalizione, unica persona in grado di portarla al successo. Rossitto esprime perplessità e si riserva, ma non gli danno nemmeno il tempo di scioglierla che la Margherita fa sapere di mantenere la candidatura Pupillo, per bocca dello stesso segretario che si era recato da Armando per convincerlo ad accettare. Gli altri soggetti politici, a cui si erano aggiunti Verdi, Comunisti italiani, Italia dei valori Lista Occhetto-Di Pietro, ribadiscono il loro appoggio ad Armando, che però pronuncia la propria indisponibilità ad essere un ulteriore motivo di rottura e di lacerazione nel centro sinistra. DC, SDI, Altri Movimenti, Rifondazione comunista seguono Pupillo. Tutti gli altri gli negano il sostegno.
E’ possibile che qualcuno leggendo queste righe non creda ai suoi occhi!
Cosa viene fuori da tutto questo?
Che il livello del gruppo dirigente di questo entro-sinistra è assai modesto.
In particolare DS e Margherita offrono il peggio che in politica è possibile immaginare. Pensate: dopo la scelta di Armando Rossitto, i DS hanno fatto capire che non è più un cattivo, ma un buono. I dirigenti della Margherita, per parte loro, gli hanno offerto ponti d’oro, e nello stesso tempo hanno sempre mentito a coloro che avevano chiesto come mai avevano rinunciato alla propria candidatura per sostenere Rossito: non hanno mai avuto il coraggio di dire che gli avevano chiesto proprio di essere lui il candidato. Si sono ostinati a mentire dicendo che avevano chiesto solo un più forte sostegno.
Quando l’On Consiglio è venuto ad incontrare nella sede lentinese di Agire solidale i sostenitori di Armando Rossitto per dissuaderli dal continuare in quel progetto, ebbe a dire che di fronte a sé vedeva solo rancorosi contro i DS, e ciò lo affermava a beffa della compostezza e pacatezza di quanti erano entusiasti di interloquire finalmente con un dirigente dei DS. Se al posto di quella volgarità fosse stato espresso il rammarico di non avere più tra le fila dei DS tante risorse, un sicuro buon servizio sarebbe stato fatto alle ragioni della Politica con la P maiuscola.
Ribadire la necessità della unità a tutti i costi suona come una offesa alla intelligenza di chiunque è convinto che essa debba essere il punto di arrivo di una serie di comportamenti quotidiani. Non è più consentito, da una parte, stigmatizzare come nemico chi esprime posizioni diverse, e subito dopo, dall’altra, fare grotteschi appelli all’unità. Così come non è più tollerabile dare l’impressione che certe emergenze siano solo isterie localistiche che non possono coinvolgere l’interesse di chi è impegnato in complesse strategie provinciali o regionali o nazionali.
E’ estraneo al buon gusto assistere a stanche lezioncine nel corso delle quali il professore di turno ricorda: “ma sai la politica…; ma vedi la politica ha le sue regole…; in politica o ci sei o non ci sei…"; ma di cosa si parla ? La politica è ciò che noi vogliamo che di volta in volta diventi, a seconda che il nostro fine sia il successo personale e/o personalistico, o il negare agli altri ogni possibilità di rappresentanza, o il privilegiare l’esigenza della visibilità, o l’aggregare chicchessia pur di raggiungere l’obiettivo finale, o intestarsi le ragioni che un territorio e la sua gente esprime e fare in modo di dare una concreta risposta aggregando il maggior numero di forze disponibili a dare un contributo di coraggio, di coerenza e di lealtà al servizio degli altri: e questo a qualunque costo senza passare da scorciatoie che nascondono altri intendimenti. Chi trascura la necessità di dare un contributo concreto per restituire alla Politica i suoi valori e pensa che sia possibile parlare di discontinuità solo perché i suoi rappresentati (uomini, donne…) sono diversi rispetto a quelli di sempre, dimostra di non voler prendere sul serio il problema…

le ferite del centrosinistra a lentini