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La vicenda delle candidature del
centro sinistra a Sindaco di Lentini ci aiuta a capire e a far capire
qual è lo stato dei soggetti politici che ad esso appartengono.
In particolare viene fuori con tutta chiarezza l’identità dei
DS e della Margherita.
I DS da tempo sembrano aver rinunciato a rappresentare quel modello della
politica in cui tanti a lungo hanno creduto, caratterizzato da un confronto
democratico tra posizioni diverse che ritrovano nei reali bisogni di una
comunità la giusta e irrinunciabile sintesi della dialettica politica.
In occasione di questa scadenza elettorale amministrativa, hanno portato
avanti con ostinazione il patto con l’Udeur dal quale hanno voluto
escludere i tradizionali alleati del centro sinistra, tentando in tutti
i modi di metterli all’angolo o piegandoli con suggestive promesse
di visibilità qua o là.
Margherita, Democrazia cristiana, Sdi, altri Movimenti, Rifondazione comunista
hanno in una prima fase fatta propria la candidatura di Armando Rossitto.
Su di lui sono piovuti tutti i possibili giudizi negativi dei DS che si
sono sempre rifiutati di dialogare con chi aveva avuto la spudoratezza
di sfidarli e di proporre un candidato avverso a quello scelto unilateralmente
da loro.
Per una serie di motivi ancora non noti, la Margherita aveva proposto agli
altri soggetti politici, con i quali in un primo momento aveva scelto la
candidatura di Armando Rossitto, di convergere su un’altra candidatura:
quella di Enzo Pupillo, della Margherita appunto, definita, fra l’altro,
come più gradita ai DS nel caso di ballottaggio.
DC, SDI, RC, Movimenti vari, con qualche mugugno avevano legittimamente
scelto Pupillo, dimenticando di coinvolgere in quella decisione anche il
gruppo dei sostenitori di Armando Rossitto, che avevano appreso solo dalla
stampa la novità.
Nel momento in cui il quadro sembrava definito, Pupillo perdeva un pezzo
dei sostenitori, i Riformisti di Mario Bosco, dimostratisi sensibili alle
sirene dei DS…
A quel punto “gli alleati” perdono la testa e si recano tutti,
dico tutti Margherita compresa, da Armando Rossitto per pregarlo di essere
lui a rappresentare la coalizione, unica persona in grado di portarla al
successo. Rossitto esprime perplessità e si riserva, ma non gli
danno nemmeno il tempo di scioglierla che la Margherita fa sapere di mantenere
la candidatura Pupillo, per bocca dello stesso segretario che si era recato
da Armando per convincerlo ad accettare. Gli altri soggetti politici, a
cui si erano aggiunti Verdi, Comunisti italiani, Italia dei valori Lista
Occhetto-Di Pietro, ribadiscono il loro appoggio ad Armando, che però pronuncia
la propria indisponibilità ad essere un ulteriore motivo di rottura
e di lacerazione nel centro sinistra. DC, SDI, Altri Movimenti, Rifondazione
comunista seguono Pupillo. Tutti gli altri gli negano il sostegno.
E’ possibile che qualcuno leggendo queste righe non creda ai suoi
occhi!
Cosa viene fuori da tutto questo?
Che il livello del gruppo dirigente di questo entro-sinistra è assai
modesto.
In particolare DS e Margherita offrono il peggio che in politica è possibile
immaginare. Pensate: dopo la scelta di Armando Rossitto, i DS hanno fatto
capire che non è più un cattivo, ma un buono. I dirigenti
della Margherita, per parte loro, gli hanno offerto ponti d’oro,
e nello stesso tempo hanno sempre mentito a coloro che avevano chiesto
come mai avevano rinunciato alla propria candidatura per sostenere Rossito:
non hanno mai avuto il coraggio di dire che gli avevano chiesto proprio
di essere lui il candidato. Si sono ostinati a mentire dicendo che avevano
chiesto solo un più forte sostegno.
Quando l’On Consiglio è venuto ad incontrare nella sede lentinese
di Agire solidale i sostenitori di Armando Rossitto per dissuaderli dal
continuare in quel progetto, ebbe a dire che di fronte a sé vedeva
solo rancorosi contro i DS, e ciò lo affermava a beffa della compostezza
e pacatezza di quanti erano entusiasti di interloquire finalmente con un
dirigente dei DS. Se al posto di quella volgarità fosse stato espresso
il rammarico di non avere più tra le fila dei DS tante risorse,
un sicuro buon servizio sarebbe stato fatto alle ragioni della Politica
con la P maiuscola.
Ribadire la necessità della unità a tutti i costi suona come
una offesa alla intelligenza di chiunque è convinto che essa debba
essere il punto di arrivo di una serie di comportamenti quotidiani. Non è più consentito,
da una parte, stigmatizzare come nemico chi esprime posizioni diverse,
e subito dopo, dall’altra, fare grotteschi appelli all’unità.
Così come non è più tollerabile dare l’impressione
che certe emergenze siano solo isterie localistiche che non possono coinvolgere
l’interesse di chi è impegnato in complesse strategie provinciali
o regionali o nazionali.
E’ estraneo al buon gusto assistere a stanche lezioncine nel corso
delle quali il professore di turno ricorda: “ma sai la politica…;
ma vedi la politica ha le sue regole…; in politica o ci sei o non
ci sei…"; ma di cosa si parla ? La politica è ciò che
noi vogliamo che di volta in volta diventi, a seconda che il nostro fine
sia il successo personale e/o personalistico, o il negare agli altri ogni
possibilità di rappresentanza, o il privilegiare l’esigenza
della visibilità, o l’aggregare chicchessia pur di raggiungere
l’obiettivo finale, o intestarsi le ragioni che un territorio e la
sua gente esprime e fare in modo di dare una concreta risposta aggregando
il maggior numero di forze disponibili a dare un contributo di coraggio,
di coerenza e di lealtà al servizio degli altri: e questo a qualunque
costo senza passare da scorciatoie che nascondono altri intendimenti. Chi
trascura la necessità di dare un contributo concreto per restituire
alla Politica i suoi valori e pensa che sia possibile parlare di discontinuità solo
perché i suoi rappresentati (uomini, donne…) sono diversi
rispetto a quelli di sempre, dimostra di non voler prendere sul serio il
problema…
le
ferite del centrosinistra a lentini |
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