una cosa chiamata solidarietà

  di raffaella mauceri  

 

Che cos’è la solidarietà? E’ quella che pratichiamo al Centro antiviolenza Le Nereidi (tel. 0931.492752) fra di noi socie-amiche-operatrici e con le donne che ci chiedono aiuto per liberarsi di un maltrattatore, per trovare un lavoretto, per ottenere un sussidio abitativo, per avere un sostegno psicologico, per ottenere gli alimenti che l’ex si rifiuta di versare, e per i mille problemi e le mille ingiustizie che subiscono in un mondo che ancora, checché se ne dica, non appartiene alle donne.
Ma la solidarietà ha anche tante forme e tante idee, per esempio quella di ‘Arianna’ l’associazione di artiste che ha realizzato un bellissimo calendario e che lo ha messo in vendita allo scopo di devolvere gli incassi al Centro Le Nereidi. Ha realizzato più di 1200 euro, pochi per chi ha tanti soldi, ma tantissimi per un’associazione di volontariato che vive essenzialmente delle quote di tesseramento delle stesse volontarie e di qualche sporadico contributo.
La consegna ufficiale ha avuto luogo il 15 di marzo, nella sala Costanza Bruno della Provincia regionale, a seguito di una pubblica conferenza-stampa del Centro Le Nereidi organizzata per far conoscere alla cittadinanza e alle istituzioni il lavoro svolto fin qui.
La presidente Raffaella Mauceri ha relazionato sull’intensa e feconda attività svolta dal Centro e, nel contesto è stato illustrato un quadro statistico, a cura della sociologa del Centro, dott. Laura Arcieri, sull’utenza accolta e assistita nel corso del 2003.
L’incontro cui erano presenti il prefetto Alecci e il presidente della provincia Bruno Marziano, ha dato una misura tangibile delle dimensioni del fenomeno della violenza domestica nel nostro territorio, e del ruolo svolto dal Centro in sinergia con tutti gli operatori sociali: polizia, carabinieri, enti locali, docenti, sanitari, nonché delle tipologie della violenza, dei maltrattanti e delle loro vittime.
Per la prima volta, a Siracusa, un’associazione di volontariato ha comunicato dati sul questo fenomeno criminoso che fino ad oggi erano stati forniti solo dalle forze dell’ordine, e soprattutto li ha comunicati da un punto di vista inedito: quello di un gruppo di donne che si occupano di donne, sole o con figli, non soltanto sul piano legale-penale, ma anche sul piano umano assistendole a 360 gradi.
Centosei le utenti accolte nel 2003 con ogni genere di disagio e di sofferenza, soprattutto, naturalmente, la violenza subita dai loro partner, mariti, ex-mariti, conviventi, ex-conviventi, padri, fratelli, figli, ex-fidanzati e perfino corteggiatori respinti, tutti in perfetto stile talibano.
Ma la cifra reale è ben più alta giacché le donne che subiscono maltrattamenti e abusi sono molte di più ma non tutte chiedono aiuto, soprattutto per paura di ulteriori violenze, minacce e ritorsioni. Nel 2004 infatti si annuncia già molto più alta.