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Tra meno di due mesi, il 12 e 13
giugno, saremo chiamati alle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo.
Ma come funzionano le istituzioni europee? Davvero il meccanismo istituzionale
dell'U.E. ci è così familiare? Proviamo allora a fare un
breve quadro del funzionamento del Parlamento europeo, l'assemblea legislativa
che esercita tre poteri fondamentali: il potere legislativo, il potere
di bilancio e il potere di controllo.
E' bene chiarire subito che, a differenza dei parlamenti nazionali, quello
europeo non ha il potere di 'iniziativa legislativa', non può cioè formulare
atti legislativi ma approva le leggi proposte dalla Commissione Europea,
che è il motore e l'organo esecutivo dell'Unione.
L'Unione Europea è concepita come unione di popoli e unione di Stati.
Su questa doppia rappresentanza è basata l'attribuzione delle competenze
agli organismi legislativi comunitari.
In questo quadro il parlamento rappresenta i popoli che lo eleggono, ed
esercita il proprio potere secondo la procedura di 'codecisione' con il
Consiglio dell'Unione europea, che rappresenta invece gli Stati, e che
riunisce i rappresentanti di tutti i governi eletti a livello nazionale,
i capi di governo o i ministri della materia di cui di volta in volta si
discute.
Proveremo a spiegare più avanti il meccanismo della 'codecisione'.
Il Parlamento europeo fu istituito nel 1957 già nel Trattato di
Roma (art. 137), che prevedeva la costituzione di un'unica l'Assemblea
Comune nella quale sedevano i "rappresentanti dei popoli riuniti dalla
Comunità".
A giugno, sarà la sesta volta che i cittadini dei paesi europei
eleggeranno a suffragio universale i propri rappresentanti, la prima volta
fu nel 1979. Fino ad allora i parlamentari europei erano eletti, indirettamente,
dai rispettivi Parlamenti nazionali.
I sei stati che avevano sottoscritto il trattato di Roma nel 1957, erano
diventati i nove che nel 1979 costituivano l'allora Comunità Europea,
per diventare i 15 di oggi, fino ai 25, del 1 maggio 2004.
Attualmente i parlamentari eletti sono 626, di cui 87 italiani, distribuiti
tra le 15 nazioni, secondo il rapporto stabilito nel trattato di Maastricht.
Con l'allargamento a 25 paesi, i parlamentari diventeranno 736, di cui
72 saranno italiani, secondo gli accordi compresi nel Trattato di Nizza
del 2001. Il gruppo più numeroso sarà quello tedesco, con
99 deputati, quello più esiguo il maltese, con soli 5 rappresentanti.
Il Parlamento europeo ha sede a Strasburgo e svolge la sua attività in
tre diverse sedi: Strasburgo, Bruxelles e Lussemburgo.
I deputati europei si riuniscono in seduta plenaria una settimana al mese
(la tornata) a Strasburgo. Alcune tornate supplementari di due giorni si
tengono a Bruxelles. A Lussemburgo si trova il Segretariato generale del
Parlamento.
I parlamentari, durante due settimane al mese, partecipano alle riunioni
delle commissioni parlamentari a Bruxelles. La quarta settimana è riservata
alle riunioni dei gruppi politici.
Il parlamento assume i propri atti secondo la procedura di codecisione,
introdotta dall'articolo 251 del trattato di Maastricht.
Vediamo in sintesi come funziona.
- La Commissione europea propone un testo legislativo.
- Il Parlamento adotta la sua posizione, in genere modificando la proposta
della Commissione, in prima lettura.
- Il Consiglio dell'Unione europea accoglie gli emendamenti del Parlamento,
e in questo caso la proposta legislativa è approvata, oppure li
modifica adottando una "posizione comune".
- Sulla base di una raccomandazione della commissione parlamentare competente,
il Parlamento europeo si pronuncia in seconda lettura: alla maggioranza
assoluta dei suoi membri (oggi 314 voti), esso approva, respinge o modifica
la posizione del Consiglio.
- In caso di - In - In caso di disaccordo tra il Parlamento e il Consiglio, è istituito
un Comitato di conciliazione che riunisce, per un periodo massimo di sei
settimane, i membri del Consiglio e una delegazione del Parlamento europeo.
- Nella grande maggioranza dei casi le due parti pervengono ad un accordo,
sotto forma di progetto comune.
- In occasione della terza lettura, il Parlamento è chiamato a confermare
tale accordo. In mancanza di accordo, la proposta di "legge" comunitaria è considerata
non approvata.
La codecisione si applica a numerosi settori: libertà di circolazione
dei lavoratori, realizzazione del mercato interno, ricerca e sviluppo tecnologico,
ambiente, protezione dei consumatori, istruzione, cultura, sanità,
trasporti, ecc.
Negli altri settori, che rappresentano ancora ambiti legislativi rilevanti,
come ad esempio in materia fiscale, agricoltura, pesca, le condizioni di
fornitura delle materie prime e di beni di consumo primari, aiuti di Stato
e condizioni di accesso ai fondi strutturali e ai programmi orizzontali
della Comunità, il Parlamento europeo esprime un semplice parere.
In questi settori la decisione spetta unicamente al Consiglio dell'Unione
europea, che rimane quindi ancora oggi il principale organismo legislativo
dell'Unione, sebbene il ruolo del Parlamento sia crescente.
a
poche settimane dal voto per il rinnovo del parlamento europeo, in
sintesi come funzionano le principali istituzioni dell'ue |
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