il mistero della pasqua

  di giovanni migliore  

 

L’uomo è stato creato per l’immortalità e questo dono di vita eterna egli porta sempre dentro di sé con un desiderio così profondo, che nessuno e nulla riesce ad affievolire nel suo cuore. Questa coscienza è presente, anche se un po’ adombrata, pure nell’Antico testamento, ma si va man mano schiarendo, fino a cancellare ogni dubbio: “Dopo che saremo morti, il re del mondo ci risusciterà a vita nuova ed eterna” (2 Mac 7,9).
Pur cosciente di averla perduta per il peccato dei progenitori, l’uomo sa che Dio non l’ha del tutto abbandonato, perché gli ha promesso il riscatto con l’invio del proprio Figlio, Gesù, il Salvatore degli uomini.
“ Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà. Agli occhi degli stolti parve che morissero … ma essi sono nella pace … e sperano in una vita piena di immortalità” (Sap3, 1-4).
“ Io Signore, ho agito con giustizia e vedrò il tuo volto: al mio risveglio mi sazierò della Tua presenza” (Sal 17,15). Ma la rivelazione ancora più esaltante della immortalità dello spirito è quella della resurrezione del corpo, che ci assimila al Cristo. Cristo, Figlio di Dio incarnato, Uomo come noi, non solo ci ha fatti partecipi della Sua risurrezione, ma ci ha assimilati a Sé, ci ha incorporati al Suo Corpo, ci ha accolti nella Famiglia divina. Quindi ci ha anticipati i tempi escatologici, perché “chi crede nel Figlio di Dio, ha la vita eterna” (Gv 3,36;6,47); ”chi ascolta la mia parola e crede in colui che mi ha mandato, ha la vita eterna” (Gv 6,54).
Il peccato di Adamo ci aveva trasferito provvisoriamente la vita eterna, ma Cristo ce l’ha restituita con la Sua incarnazione e la nostra incorporazione in Lui. E siccome in Cristo c’è il dinamismo della vita divina, ogni uomo non può essere in Cristo un tralcio morto legato alla vite: questa simbiosi comporta anche il dinamismo della vita umana che, perciò, deve vivificare e ravvivare ogni ambiente umano, ovunque l’uomo si trovi a lavorare, esercitando il suo mestiere o la sua professione, ad ogni livello, direttivo o esecutivo.
A nessuno è permesso di stare a guardare, perché la società è una struttura organica, nella quale ogni parte ha la sua funzione vitale, che condiziona il benessere o il malessere di tutto l’organismo. Tutta l’umanità è coinvolta nell’amore di Cristo, che è amore salvifico, finalizzato alla salvezza di tutti, nessuno escluso.
Perciò dobbiamo impegnarci a lottare contro le forze del male, con Cristo, che ci ha arruolati tutti a seguirLo per il trionfo del bene e per la giustizia, specialmente verso le classi più disagiate, che si dibattono nel perenne problema della sopravvivenza, in un mondo egoista, che, alla globalizzazione degli interessi privati. Se la risurrezione offerta da Cristo è un dono per tutti, un diritto di tutti deve essere poter godere dei beni che Dio ha creato per tutti, ma che, invece, solo i pochi vogliono accaparrarsi. Se la Risurrezione è il trionfo della vita sulla morte, è anche il trionfo del bene sul male, dell’amore sull’egoismo, della comunione sull’individualismo. Infine, se la Risurrezione ci introduce in Paradiso, questo Paradiso, prima di essere celeste, esige una esperienza di comunione terrestre, che sia la “pedana di lancio”, preliminarmente insostituibile, “conditio sine qua non”, per l’ingresso nella Gerusalemme celeste.

risurrezione di Cristo, divinizzazione e resurrezione dell’uomo