il condono edilizio

  di massimiliano urciullo  

 

Venerdì 20 Febbraio 2004, presso il salone Costanza Bruno della Provincia Regionale di Siracusa si è tenuto un incontro-dibattito sul tema “il condono edilizio, necessità di una nuova sanatoria in sicilia?”; organizzato dall’Associazione per l’Architettura, associazione di giovani architetti della provincia di Siracusa.
Sono intervenuti: il dott. Bruno Marziano, l’On. Dott. Fabio Granata, il dott. Paolo Ezechia Reale, il Dott. Vincenzo Perez, il Dott. Paolo Tuttoilmondo e il Dott. Elio Iaconello; l’incontro è stato presentato dall’Arch. Daniela Arena, presidente dell’Associazione, e moderato dall’Arch. Massimiliano Urciullo.
Scopo di questa manifestazione non era dare spiegazioni sulle modalità della pratica condono, ma mettere in evidenza la inopportunità di una nuova legge sull’abusivismo.
L’opera d’architettura è di interesse pubblico, tutelare questo interesse è uno degli scopi primari dell’opera professionale ed è fondamento etico della professione stessa: a partire da questo principio tratto dalle norme deontologiche dell’Ordine degli Architetti Italiani, i soci dell’Associazione per l’Architettura, schierandosi apertamente contro il condono, si definiscono obiettori di coscienza.
Premesso che il condono edilizio è antitetico alla pianificazione urbanistica e territoriale, peraltro spesso mancante o insufficiente, l’incontro è stata l’occasione per puntualizzare l’opinione comune tra gli intervenuti relativa alle varie questioni che scaturiscono dal condono.
Questione culturale: una nuova legge sull’abusivismo è utile a premiare l’illegalità e contemporaneamente offendere chi è rispettoso delle leggi, violando il principio di eguaglianza tra i cittadini. Questo perché è normale percepire come abuso un crimine legato alla persona piuttosto che l’arroganza e la violenza di chi sottrae territorio, ambiente e paesaggio comune per scopi personali. Inoltre contro ogni prassi giuridica, sarà possibile acquistare pezzi di demanio provocando una discriminazione alla rovescia: i soli a potere acquistare aree demaniali saranno coloro che se ne sono appropriati illegittimamente costruendovi abusivamente. Senza dimenticare che l’abusivismo edilizio nel nostro ordinamento, non è solo un illecito amministrativo, ma anche un reato, cioè un illecito penale.
Questione sociale: il condono sottrae risorse economiche destinate ad altri settori di pubblica utilità (trasporto pubblico, manutenzione aree verdi, servizi sociali di base). Con il condono i comuni recuperano il mancato gettito ICI, ma ciò implica sproporzionati costi legati all’assunzione di responsabilità pubbliche in caso di calamità naturali. Infine danneggia il mercato del lavoro gravando su costi imprenditoriali, sindacali e di sicurezza e incrementando di conseguenza il lavoro nero.
Questione ambientale: l’abusivismo non interessa solamente opere edilizie in ambito urbano ma anche quelle realizzate in aree protette ed in ambito extra urbano come ponti canali e quant’altro spesso le più dannose per il territorio.

una legge che premia l'illegalità