il majazè delle arti e delle culture

  di rocco rossitto  

 

Majazé ha da poco compiuto un anno, era verso la fine di febbraio che si aprirono le porte e c’era ancora l’odore della polvere e i fili elettrici da sistemare. Majazé vuol dire deposito di merce varia, deriva dall’ arabo mahzan. Storicamente era il “mahazin” dagli agrumi dove venivano conservati dopo la raccolta e prima della vendita all’ingrosso. Nell’economia siciliana, il Majazé ha sempre avuto un ruolo centrale, era luogo di scambio di merci e memorie.
Ed è fra queste pareti di pietra lavica, così vicina alla genesi isolana, che si annida l'idea di creare un contesto, quello di un magazzino di scambi di arti e culture, dove ospitare le idee, l'espressività, ma soprattutto la formazione e la produzione di chi ha un modo proprio, singolare, di vivere e fruire l'arte.
“E’ proprio a queste persone che ci siamo rivolti quando, a corto di soldi ma non certo d’iniziativa, abbiamo chiesto di dare un contributo al progetto di trasformazione degli spazi: armati di piccone, mascherina e casco, hanno risposto alla provocazione di assurgere a simbolo la scarnificazione delle pareti, per far riaffiorare la memoria” dice Tommaso Marletta che coordina le attività di Majzè.
Dalle macerie, dal degrado, scaturisce misteriosamente il teatro e la sua poesia: la pietra respira, e da questa struttura aperta nasce una scena in cui tutto diventa azione.
Uno spazio aperto alle più diverse possibilità espressive, in cui non prevale una pesante ed onerosa astrazione architettonica, ma piuttosto un ascolto ed uno sguardo rivolto alle mura esistenti; i lavori hanno riguardato la statica, i servizi igienici, e quant'altro servisse per l'agibilità, ma per il resto si è voluto lasciare tutto così com'era: povero e nobile ad un tempo.
“Il nostro laboratorio prende forma dal rudere e, dalla sua precarietà, imparando a mirare all'essenziale, al riciclo che ritorna al suo essere attraverso un andamento circolare d’apertura e trasformazione, in cui si fondono memoria e progetto, tradizione ed utopia, afferma Emma Scialfa che si occupa della programmazione artistica, questo sottintende scambio d’informazioni, confronto, un'apertura ad una conoscenza condivisa, un abbattimento del valore economico a favore di un valore aggiunto che viene dalla pluralità delle collaborazioni che intervengono nel processo creativo”.
Le attività di Majazé si dividono in più linee. La formazione comprende numerosi corsi dalla danza classica a quella moderna al tango al Tai Chin Chuan al Pilates, ma anche la Capoeira lo yoga e all’ “Antica Scola da Paranza Rutata” ovvero l’arte del bastone siciliano, un metodo di difesa d’origine agro pastorale. Vengono attivati numerosi laboratori diretti da professionisti esterni come quelli che si svolgeranno ad aprile con la compagnia svizzera “Carambole (dance&theatre)” o in collaborazione con il Teatro Agricolo di Giovanni Balzaretti. I laboratori si accompagnano di solito a degli spettacoli (l’otto aprile la prima nazionale del nuovo spettacolo di Balzaretti: Parzival, o 1/8mm man di Carambole il 24 aprile), che vedono protagoniste compagnie di alto livello nazionale e internazionale.
Majazé è anche residenza di MotoMimetico, compagnia di teatro-danza nata nel ‘98 come collettivo di giovani “artisti”, motivati dalla chiusura e dall’aridità della città verso tutto quello che poteva essere artisticamente innovativo, “giovane” e sperimentale. Il 4 aprile verrà messo in scena “La muta” performance liberamente ispirata dal racconto di Tomasi di Lampedusa “la Sirena”, una produzione appunto di MotoMimetico
Ma Majazé spesso ospita anche serate prettamente musicali rivolte al jazz avanguardistico o a situazioni sperimentali all’interno del ciclo “Kà tèt”.
Teatro, danza, musica ma anche arte, ovvero uno spazio permanente dove giovani artisti trovano spazi per mostre personali o collettive.
Questo e molto altro è Majazé, luogo atipico dove la logica dello scambio riaffiora e diventa presenza forte diventa modo di fare contro la logica della mercificazione imperante, soprattutto quella della cultura.

la scheda
Nome: Majazé di scambi di arte e culture
Località: Catania – Sicilia
Indirizzo: via ursino, 6. Catania
Contatti e info: www.majaze.it - info@majaze.it - 0957477052
Sala principale: 18m x 8m x 7,5m(h)
Uffici: 2stanze – 5mx4m e 4mx4m
Spogliatoi: 10mx6m
Antico utilizzo: magazzino d’arance
Bar e sale polifunzionali: 4mx4m e 8mx8m

teatro, musica e danza