riflessioni sul riformismo

  di salvo petrilla  

 

Argomento principe, nello scenario politico nazionale, regionale e locale, è diventato il discutere su chi è riformista e su chi è conservatore, anzi su chi è più o meno riformista.
Io penso che al tempo d’oggi siamo tutti riformisti e che si eluda dal dibattere sulla esatta definizione di cosa riformare e come.
Il riformismo credo vada definito in funzione delle azioni da intraprendere che hanno una direzione ed un verso e non dalla scelta di una serie di sigle identificative piuttosto che altre.
Credo che al momento esiste solo un grande riformismo che è quello di Forza Italia e del suo leader Silvio Berlusconi che ha riformato la giustizia, la scuola, la sanità, l’informazione, lo stato sociale, il mercato del lavoro.
Ditemi chi, dal fronte squisitamente politico, non è stato d’ accordo con l’ esigenza di intervenire su tali temi.
Allora il problema stà solo nella determinazione della direzione e del verso da dare alla voglia di riformare il nostro paese e la direzione ed il verso scelti dal Cavaliere non hanno riscosso il consenso di noi della sinistra ma anche di tanti altri soggetti sociali, sindacati e cittadini comuni.
Non c’è dubbio che siamo nel terzo millennio e che si ha la necessità di rivedere alcune impostazioni economiche e sociali che non siano più pregiudizialmente governate dalle sole ideologie.
E’ sotto gli occhi di tutti lo sfaldamento delle organizzazioni politiche che, sull’onda del bipolarismo imposto dalle leggi elettorali, hanno annullato il dibattito sul tema del riformismo accecato dall’attenzione prevalente riguardante solo la costruzione di un cartello elettorale vincente, anche se quando si vince non si sa cosa fare e come.
Tutti voi siete al corrente di cosa stà succedendo in politica a Siracusa e non pensiate che ciò che accade sia solo un episodio localistico; assolutamente no.
In tutta Italia stanno avvenendo fatti simili a quelli che noi conosciamo più direttamente e che non vi enuncio, ma per farmi capire mi limito ad elencare: coalizioni maggioritarie di destra che passano a sinistra e viceversa, transumanze, nascita di nuovi partiti, liste fai da te, proliferare di movimenti, ecc. ecc..
Questo la dice lunga sul fatto che non si discute più di politica ma solo della costruzione di maggioranze eludendo il dibattito principale che è quello sul “RIFORMISMO”.
Certo in questi giorni solo i socialisti, sparsi in mille rivoli, da destra a sinistra, hanno avuto il coraggio di aprire e porre la questione.
Ma se credo che dietro tale questione ci sia solo un tentativo di serrare le fila, non credo che si possa sfuggire collettivamente all’ argomento posto.
Allora torno al discorso iniziale sulla direzione ed il verso delle riforme e mi spiego meglio tramite degli esempi.
Le direzioni per una discussione sul riformismo possono partire dal basso verso l’ alto, cioè se riformare questioni che interressano i ceti più deboli o i ceti più forti del paese, i più od i pochi.
Se, una volta scelta la direzione, il verso deve essere positivo e negativo, cioè tendente ad aumentare o diminuire le tutele sociali, aumentare o diminuire i benefici.
Se qualcuno fra di noi è disposto ad affrontare la discussione io per primo sono pronto anche se ritengo che siano in molti a volerne discutere anche al di fuori degli schemi di partito.
L’ argomento RIFORMISMO ci interessa tutti poiché chi potrebbe essere indicato quale conservatore, cioè la destra italiana, è la principale alleata del riformista Berlusconi, la sinistra italiana diventa conservatrice solo quando gli conviene garantire il suo elettorato ma diventa berlusconiana quando governa.
Il paese ha bisogno di cambiare e divenire moderno, gli schemi del socialismo reale e del conservatorismo di destra sono ormai obsoleti e decadenti, occorre qualcosa di più e, permettetemi, occorrerebbe lavorare di più e parlare di meno.
Spero sia possibile, e cercherò di esserne fra i promotori, aprire un dibattito in città su tale argomento che coinvolge anche la qualità della iniziativa politica che caratterizzerà le prossime elezioni comunali ed europee alle quali diamo un grande significato per verificare gli umori della gente e per ricevere il giudizio espresso in voti sul riformismo sin oggi attuato dalle destre al governo che tanto mi preoccupa.

la sinistra e l'ansia di definirsi