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Il quadro politico che offriamo al
nostro elettorato di centro-sinistra è quanto mai confuso e variabile
sia a livello nazionale che locale.
A livello nazionale ci stiamo imbarcando in una lista mini-Ulivo che,
partita con l'ambizione di unire tutto il centro-sinistra, sta finendo
per essere solo l'aggregazione di tre partiti con in più veti inaccettabili
all'ingresso come quello dei socialisti per la lista Di Pietro che, al
momento in cui scrivo, vige ancora.
Inoltre lo sforzo che dovremmo fare per arrivare uniti, o perlomeno con
le idee chiare e con delle spiegazioni accettabili per l'elettorato, sulle
grandi questioni programmatiche aperte, è molto scarso e collezioniamo
brillanti spaccature sulla politica estera o sulla fecondazione assistita.
Teniamo solo grazie ad una destra ancora più spaccata di noi, inconcludente
dal punto di vista governativo e platealmente a servizio del padrone Berlusconi.
Ma questo non ci può bastare affatto perché dobbiamo riprendere
la guida del Paese per governarlo verso una soluzione soddisfacente delle
grandi sfide contemporanee e non certo per gestire alla meno peggio le
cose.
Se la situazione a livello nazionale è sinteticamente questa, in
Sicilia la cosa si complica ulteriormente perché per governare
vanno messe in atto delle alleanze con soggetti politici locali o anche
con singole individualità che sono, oramai da anni, abituati a
spostarsi da destra a sinistra spinti dalle motivazioni più varie,
non esclusa la convenienza del momento, e senza un coerente progetto politico
di riferimento.
E non sono piccole frange perché rappresentano circa il 40% e forse
più del ceto politico, ma così è e con questa realtà
dobbiamo fare i conti se vogliamo governare nei vari comuni, alla Provincia
e a Palermo.
Premetto il rispetto ed il travaglio, a volte sincero, delle persone,
ma se vogliamo fare politica dobbiamo cercare di fare chiarezza sui problemi
connessi a tale situazione.
Per essere più chiari a Siracusa Marziano è stato eletto
solo grazie ai voti della Lista del Presidente che era in parte rappresentata
da personalità che hanno militato in partiti di destra e grazie
ai voti dell'Udeur che, particolarmente in Sicilia, ha sempre tenuto un
atteggiamento di mani libere sulle alleanze. Ricordo per gli smemorati
che fino a poche ore prima della chiusura della presentazione delle liste
l'Udeur doveva presentare un candidato alla Presidenza della Provincia
con la nuova DC.
Alla Provincia siamo riusciti ad avere la Presidenza del Consiglio Provinciale
solo grazie al voto del rappresentante di Nuova Sicilia e di un consigliere
dell'UDC proveniente dalla ex Democrazia Europea, entrambi di destra,
e grazie all'astensione dei consiglieri della nuova DC, anche loro di
destra.
Oggi il Consiglio ha una maggioranza di centro-sinistra solo grazie a
queste alleanze e Marziano può quindi governare con questo ulteriore
apporto solo grazie a sette consiglieri eletti nel centro-destra ed altri
potrebbero aggiungersi nel tempo, così come, con la stessa semplicità,
il flusso potrebbe tra qualche tempo andare in direzione opposta.
Questo fatto crea non pochi problemi perché ciò che tiene
unita la coalizione dipende da fattori che nulla hanno a che fare con
il senso di appartenenza o con scelte ideali.
Non c'è certamente una ricetta facile per risolvere questo problema
e ritirarsi sull'Aventino farebbe solo il gioco di chi su questo ci vive.
Tento delle proposte:
- Evitare di mercificare la Politica, per cui chi cambia schieramento
non va premurosamente premiato come è avvenuto per l'incarico all'IACP
per Scollo ed al nostro interno darci un codice di autoregolamentazione
che favorisca scelte di qualità e regole chiare - per es. rotazione
degli incarichi professionali o la non possibilità per i segretari
di partito di occupare posti di sottogoverno - e non la cieca occupazione
della poltrona di turno con il manuale Cencelli;
- Tenere differenziato lo schieramento di centro-sinistra alleato a livello
nazionale, da alleanze estemporanee e su progetti specifici che si realizzano
a livello locale;
- Dare potere reale ai Sindaci ed al Presidente della Provincia, mettendoli
nelle condizioni di governare senza il fiato nel collo continuo di richieste
o peggio di ricatti, in attesa della riforma della legge elettorale.
Queste sono alcune piste di ragionamento che penso dovremmo percorrere
se vogliamo mantenere una coerenza programmatica, se non vogliamo tradire
battaglie e giudizi politici ben radicati nel nostro elettorato più
sincero e se vogliamo creare i presupposti per governare e non per limitarci
a gestire.
creare i presupposti
per governare e non limitarsi a gestire
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