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Giovedì 13 novembre 200, ore
12:00, squilla il telefono! E’ Gianfranco De Leo il Presidente di
Legambiente Basilicata che annuncia il verdetto decretato dal Governo
centrale: “Stella, una brutta notizia! Scanzano Jonico: deposito
unico nazionale di scorie radioattive“. Al rientro dal lavoro inizia
un giro lunghissimo di telefonate. “Presto, bisogna fare presto!
Incontriamoci alle ore 18.00 davanti al Municipio di Scanzano”.
Il Grande Ottavio e tutti noi Legambientini di Policoro ci troviamo davanti
al Municipio. Ottavio ad alta voce e con gli occhi fuori dalle orbite,
grida: “aprite subito le porte al popolo”. Si sfonda la barriera
umana creata dai fedeli del Sindaco di Scanzano, Altieri (lui era a Roma).
Finalmente entriamo.
Si discute, si urla, alla fine si decide di occupare subito la S.S. 106
Jonica, insieme agli amici della CGIL, erano le 23.00. Che freddo! Inizia
così la battaglia ”no alle scorie” che durerà
14 giorni e 14 lunghe notti.
Per chi non lo sapesse, Policoro è la città in cui abito
e dove ha sede il locale circolo di Legambiente. Policoro confina con
Scanzano e l’ENEA Trisaia, insomma, è una città adagiata
nella valle del nucleare.
Con il passare delle ore, la piazza e le strade diventano vere “agorà”
greche, nel ricordo di quello che noi “lucani” eravamo nell’antica
Magna Grecia, terra di battaglia e di conquiste. Le palestre delle scuole
si trasformano in palestre sociali, luoghi cinfronto, di incontri e di
scontri sul problema. Prende corpo l’idea di un blocco totale delle
attività e di uno sciopero generale. Per la nottata ci arrangiamo
al momento nell’auto. Carlo, mio nipote, da Tursi, un paese dell’entroterra
lucana, porta un grosso camion per le notti, qualora la tenda non sia
sufficiente ad ospitare i ragazzi.
Noi di Legambiente presidiamo notte e giorno la zona Enea, il centro storico
del nucleare, è da lì che sono nati i guai del popolo ionico
ed è da lì dovevano partire i primi movimenti per lo scarico
di materiale radioattivo nel sito predestinato di Scanzano.
La giornata al presidio scorre tra gli incontri, al mattino, con gli studenti
delle scuole e i loro insegnanti, per organizzare le continue manifestazioni
di protesta, con gli studenti che coinvolgono le loro famiglie, e le lezioni
scolastiche sulle scorie nucleari. Al pomeriggio, si provvede alla raccolta
di cibo per coloro che presidiano la zona. La serata poi trascorre tra
la rassegna stampa in tempo reale, grazie ad una postazione internet creata
all’interno della tenda di Nicola e la diffusione fuori dalla tenda,
in bacheca, delle ultime notizie. Abbiamo in tenda un televisore, utile
per i ragazzi che si fermano la notte. Notte? Che freddo! Il fuoco acceso
fuori riscalda solo in parte i giovani infreddoliti e grazie alla solidarietà
della gente arrivano bevande calde per affrontare con meno disagio le
temperature della notte.
La stazione di Metaponto è bloccata, l’autostrada RC-SA è
pure bloccata. Torniamo ad essere i briganti di un tempo: “a’
terra è a’ nost’ e nesciun ad’ tuccà”,
“la terra è nostra e nessuno deve toccarla”. Tanti
slogan, tante canzoni e tante fistrocche contro il governo e il generale
Jean.
Più di 10.000 persone che marciano contro le scorie sul tratto
del Metapontino. Gli agricoltori, con i trattori, sfilano lungo le strade
di accesso e nei campi non c’è più nessuno a raccogliere
le olive, le arance e i mandarini. Siamo ormai tutti impegnati nella battaglia.
Arrivano, tra tante difficoltà, i giornalisti francesi, svizzeri
e tedeschi. Li accogliamo e li accompagnamo ovunque pur di far divulgare
la notizia in Europa così forse anche la TV nazionale si accorgerà
di noi. Finalmente anche la stampa nazionale inizia a dare la notizia
con più rilievo. La7 ci intervista, il Tg3 anche, il Tg2 altrettanto,
e poi via via gli altri. Alcune radio nazionali ci cercano, tutti vogliono
notizie in diretta. Noi le diamo con tutta l’”incazzatura”.
Nel frattempo anche Matera viene isolata con il blocco della statale 99
e con quello lungo la SS 7 nei pressi della galleria di Pomarico. E’
a rischio anche la FIAT di Melfi. Ogni sera davanti alla tenda di Legambiente
si presenta gente nuova che offre la propria disponibilità a fare
i turni notturni e chiede se abbiamo bisogno di qualcosa e cosa possono
fare per la “causa”. Stavolta la gente si è sentita
derubata della dignità e della vita futura. Una notizia Ansa dice
che il consiglio dei Ministri si dichiara disponibile a modificare il
decreto. Noi non ci stiamo! Vogliamo il ritiro del decreto! “Il
governo vuole prenderci in giro” così la gente grida a gran
voce. Panorama pubblica un articolo dove indica le responsabilità
del Sindaco Altieri, racconta di una telefonata tra lui e il Generale
Jean, che la scorsa estate lo ha incontrato assieme ad altri responsabili
politici dello Jonio. Altieri si difende dicendo che è tutto falso.
Gli animi si accendono ancora di più e interviene la chiesa per
calmare gli animi mobilitandosi attraverso i suoi canali. In serata si
fa una processione. Don Filippo con i vescovi di Basilicata e con tantissimi
fedeli portano in processione la Madonna di Loreto. La gente piange e
prega perché la Madonna ci aiuti in questo momento tragico della
storia lucana. Don Filippo benedice migliaia di rosari “antiscorie”.
C’è un fiume di gente che ascolta e continua a pregare.
Arriva il giorno della mega manifestazione lungo la S.S. 106, è
domenica 23 novembre. Simao tutti a manifestare, dai più piccoli
ai più grandi. Oltre centomila persone con le proprie bandiere
e con i propri striscioni. Slogan e canti a non finire: “no alle
scorie!”, “ritirate il decreto!”, “sì al
mare, no al nucleare!”, “Berlusconi: Berluscorie!”,
“no alle scorie, si alle cicorie”. E ancora tante e tante
voci da tutta la Basilicata, dall’Italia e dall’Estero. La
gente c’è ed è tanta. Anche a Milano,a Perugia, a
Roma e a Bari gli universitari di Legambiente Policoro raccolgono firme.
Tutti ci sentiamo impegnati in questa battaglia antiscorie.
Mariella cerca ragazzi per la marcia su Roma. I bus si riempiono immediatamente.
E' martedì 25 novembre e la protesta è arrivata a Roma.
Mariella, Ottavio e Maribetta insieme a tutta la band sono a Roma davanti
a Palazzo Chigi. I sindaci si ribellano perché non li accoglie
nessuno all’interno del Palazzo di Berlusconi. Il governo non vuole
la protesta a Roma. La stampa oscura la protesta.
A Melfi gli avvocati proclamano lo sciopero. Si vuole bloccare il Petrolio.
A Potenza c’è un’imponente manifestazione studentesca.
Silvio Berlusconi annuncia: “troverò una soluzione per Scanzano”.
Sappiamo che è un Pinocchio, lui e il suo governo. Le sue soluzioni
le conosciamo, non vogliamo modifiche ma il ritiro del Decreto. Non abbiamo
paura di nessuno.
Quando apprendiamo per radio la notizia che Scanzano è stato cancellato
dal Decreto è il 27 novembre, pensiamo subito di avere vinto. Ma
non sento dentro di me una grande gioia. Sicuramente abbiamo vinto una
battaglia ma non la guerra. Il governo non ha ritirato il Decreto. La
gente comunque è già per strada. Le auto che incontriamo
suonano a festa.
Sono tutti felici, dai bambini agli anziani, dagli insegnanti agli agricoltori,
dai politici alla gente comune.
La Basilicata ha dimostrato di essere un grande popolo. Noi ambientalisti
continueremo a fare le nostre battaglie contro il nucleare e a mantenere
viva quella fiammella creatasi dentro ogni persona in questi 14 giorni
e 14 lunghe notti di lotta.
frammenti del diario
di bordo della presidente di legambiente di policoro, leader della protesta
di scanzano ionico
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