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Nome particolarmente enfatico per
designare una coalizione politica.
Un nome che lascia intravedere una piacevole rievocazione di fondamentali
principi per i quali i nostri nonni hanno combattuto e per i quali, purtroppo,
alcune volte, sono morti.
Un nome adottato dalla "nuova" destra la quale lasciava intendere
di aver abbandonato le sue radici del fascismo. "Oggi il fascismo,
così come il comunismo, non ha hanno più ragion d'essere".
Queste, in sintesi, le quasi unanimi dichiarazioni di tutti i rappresentanti
di questa coalizione di governo. Ma è proprio così?
Da quando la Casa delle Libertà ha preso il potere abbiamo tutti
avuto modo di renderci conto che mai nome più azzeccato poteva
essere scelto per la coalizione "comandata" da Berlusconi.
Da allora le espressioni di libertà hanno raggiunto apici stratosferici.
Alcuni esempi?
Adesso abbiamo la libertà di scegliere se far frequentare ai nostri
figli le scuole pubbliche o quelle private, grazie ad un provvedimento
di questo governo che ha concesso maggiori fondi alle più prestigiose
scuole private a scapito di quelle pubbliche.
Adesso godiamo anche della libertà di andare in pensione il più
tardi possibile. Grazie a questa espressione di libertà possiamo
continuare ad esercitare la nostra professione con passione, anziché
rimanere a casa ad annoiarci. D'altronde la noia è nemica mortale
della senilità.
Adesso abbiamo anche la libertà di cambiare lavoro con più
facilità. In ragione delle esigenze dettate dalla flessibilità
e per portare questa espressione di libertà a livelli eccelsi è
stato proposto di eliminare l'unico ostacolo che ne impediva la realizzazione
concreta, l'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Ma su questa espressione
di libertà la Casa delle Libertà ha voluto esagerare prevedendo,
al posto di una banalissima reintegra nel posto di lavoro che rischiava
di tagliare le ali della libertà, un "moderno aumento delle
mensilità, così che il lavoratore licenziato senza "giusta
causa" possa avere più tempo per trovare un nuovo posto di
lavoro (al nord... .forse).
Ma non basta: anche in tv il Cavaliere ha voluto che le massime espressioni
della libertà si concretizzassero; infatti ha fatto in modo di
non far comparire in alcun palinsesto televisivo personaggi quali Biagi
e Santoro. Così facendo ci ha liberato del
problema se guardarli o meno.
E' vero che espressione di libertà significa anche pugno di ferro
in alcuni casi. E' quello che avvenuto quando parecchi sindaci della coalizione
governativa hanno imposto di rimuovere dai loro palazzi di Governo le
bandiere che inneggiavano alla pace, accusando questa sacra effìgie
di essere di sinistra. Ma questo provvedimento cozzava col comune sentimento
di pace espresso dalla maggioranza degli italiani attraverso l'esposizione
di dette bandiere sui balconi delle loro case.
Ma l'apice della libertà si ritrova nella proposta di legge del
vice Premier Fini in materia di droghe leggere. Un principio che rappresenta
la massima espressione di ogni libertà: tolleranza zero! Retorica
a parte, ritengo che un principio del genere possa (purtroppo) trovare
espressione solo in regimi dittatoriali. Infatti in ogni tipo di dittatura,
sia che risalga al fascismo, sia che risalga al comunismo, per qualsiasi
cosa che non andava a genio al dittatore si ricorreva e purtroppo ancora
oggi si ricorre in alcuni paesi del mondo all'espediente della tolleranza
zero. Un espediente che non riduce affatto la libertà del soggetto;
la elimina del tutto alla radice.
A parte il fatto che tutti i più autorevoli studiosi hanno dichiarato
che le droghe non sono tutte eguali, il proibizionismo, ed il passato
avrebbe dovuto insegnarcelo, porta solo ad inasprire i cuori e gli animi
della popolazione. Ed ho citato il passato perché, essendo il proibizionismo
espressione di dittatura, ritenevo che concetti così obsoleti appartenessero
solo al passato.
Insomma l'unica Libertà che ho potuto constatare esistente in questa
"casa" è stata la libertà del suo Premier dalla
galera. E per esprimere questa forma di libertà ha calpestato principi
fondamentali, talmente importanti da essere sanciti in Costituzione, quali:
uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge;e naturalità
e precostituzione del Giudice che assicurano l'indipendenza e l'imparzialità
dell'organo decidente. |
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