la casa delle libertà ... di chi?

  di rosario giudice  

 

Nome particolarmente enfatico per designare una coalizione politica.
Un nome che lascia intravedere una piacevole rievocazione di fondamentali principi per i quali i nostri nonni hanno combattuto e per i quali, purtroppo, alcune volte, sono morti.
Un nome adottato dalla "nuova" destra la quale lasciava intendere di aver abbandonato le sue radici del fascismo. "Oggi il fascismo, così come il comunismo, non ha hanno più ragion d'essere". Queste, in sintesi, le quasi unanimi dichiarazioni di tutti i rappresentanti di questa coalizione di governo. Ma è proprio così?
Da quando la Casa delle Libertà ha preso il potere abbiamo tutti avuto modo di renderci conto che mai nome più azzeccato poteva essere scelto per la coalizione "comandata" da Berlusconi.
Da allora le espressioni di libertà hanno raggiunto apici stratosferici. Alcuni esempi?
Adesso abbiamo la libertà di scegliere se far frequentare ai nostri figli le scuole pubbliche o quelle private, grazie ad un provvedimento di questo governo che ha concesso maggiori fondi alle più prestigiose scuole private a scapito di quelle pubbliche.
Adesso godiamo anche della libertà di andare in pensione il più tardi possibile. Grazie a questa espressione di libertà possiamo continuare ad esercitare la nostra professione con passione, anziché rimanere a casa ad annoiarci. D'altronde la noia è nemica mortale della senilità.
Adesso abbiamo anche la libertà di cambiare lavoro con più facilità. In ragione delle esigenze dettate dalla flessibilità e per portare questa espressione di libertà a livelli eccelsi è stato proposto di eliminare l'unico ostacolo che ne impediva la realizzazione concreta, l'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Ma su questa espressione di libertà la Casa delle Libertà ha voluto esagerare prevedendo, al posto di una banalissima reintegra nel posto di lavoro che rischiava di tagliare le ali della libertà, un "moderno aumento delle mensilità, così che il lavoratore licenziato senza "giusta causa" possa avere più tempo per trovare un nuovo posto di lavoro (al nord... .forse).
Ma non basta: anche in tv il Cavaliere ha voluto che le massime espressioni della libertà si concretizzassero; infatti ha fatto in modo di non far comparire in alcun palinsesto televisivo personaggi quali Biagi e Santoro. Così facendo ci ha liberato del
problema se guardarli o meno.
E' vero che espressione di libertà significa anche pugno di ferro in alcuni casi. E' quello che avvenuto quando parecchi sindaci della coalizione governativa hanno imposto di rimuovere dai loro palazzi di Governo le bandiere che inneggiavano alla pace, accusando questa sacra effìgie di essere di sinistra. Ma questo provvedimento cozzava col comune sentimento di pace espresso dalla maggioranza degli italiani attraverso l'esposizione di dette bandiere sui balconi delle loro case.
Ma l'apice della libertà si ritrova nella proposta di legge del vice Premier Fini in materia di droghe leggere. Un principio che rappresenta la massima espressione di ogni libertà: tolleranza zero! Retorica a parte, ritengo che un principio del genere possa (purtroppo) trovare espressione solo in regimi dittatoriali. Infatti in ogni tipo di dittatura, sia che risalga al fascismo, sia che risalga al comunismo, per qualsiasi cosa che non andava a genio al dittatore si ricorreva e purtroppo ancora oggi si ricorre in alcuni paesi del mondo all'espediente della tolleranza zero. Un espediente che non riduce affatto la libertà del soggetto; la elimina del tutto alla radice.
A parte il fatto che tutti i più autorevoli studiosi hanno dichiarato che le droghe non sono tutte eguali, il proibizionismo, ed il passato avrebbe dovuto insegnarcelo, porta solo ad inasprire i cuori e gli animi della popolazione. Ed ho citato il passato perché, essendo il proibizionismo espressione di dittatura, ritenevo che concetti così obsoleti appartenessero solo al passato.
Insomma l'unica Libertà che ho potuto constatare esistente in questa "casa" è stata la libertà del suo Premier dalla galera. E per esprimere questa forma di libertà ha calpestato principi fondamentali, talmente importanti da essere sanciti in Costituzione, quali: uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge;e naturalità e precostituzione del Giudice che assicurano l'indipendenza e l'imparzialità dell'organo decidente.