fabbriche dell'immaginazione

  di aldo cesar fagà  

 

Luogo e arte sono da sempre in osmosi e plasmandosi producono anche modalità di fruizione. Luogo inteso come spazio architettonico, ma non solo. Per gli impressionisti ad esempio, luogo è modalità di rifiuto di qualcosa (l'accademismo) quanto di essere rifiutati (Salon des refucès) e interpretazione (an plen air). Lo stesso atto del dipingere all'aperto costituisce il punto di vista che fonda un linguaggio, in altri termini un'identità. In tempi più recenti, per fare solo alcuni esempi, la Land Art, gli Environnement, il concettuale, sono innanzitutto modelli operativi, percettivi, spaziali e corrispondenti diaspore tecnologiche, storiche e sociali rispetto ai luoghi ed alle modalità consuete di fruizione e produzione dell'arte che modificano anche l'idea di spazio che questa si da. Oggi d'altronde, con una tradizione che si fonda a partire dagli anni del Cabaret Voltaire del Dada zurighese passando per Fluxus,nel concetto di spazio, fruizione e produzione di cultura ed arte, sono i dati performativo e del luogo ad essere in primo piano. A Berlino in questo senso, si è sviluppato l'aspetto della movimentata occupazione e del recupero di spazi abbandonati come momento di ricerca artistica e di attività a sfondo sociale, prima e più marcatamente che altrove. Per capire gli odierni spazi di socializzazione, ricerca e pratica della azione culturale, occorre ricordare l'influenza situazionista soprattutto sui "Rave", dove l'improvvisa occupazione di un'area abbandonata per un evento avviene in diversi momenti e contesti, con musiche e tempi attuativi peculiari, per essere abbandonata subito dopo. Altro luogo è la rete, mentale perciò reale per contesti non fisici capaci di metafore estese in cui viene creata una dilatazione spaziale tutt'altro che intangibile. Fruizione, condivisione e partecipazione, sono qui metafore generative. Oggi gli stessi musei d'altronde, si adeguano e sono diventati sempre più dinamici e polivalenti, aperti agli eventi culturali in tempi quasi reali, come d'altronde le gallerie che faticano però a mantenere il passo divenendo adesso più lente e marginali. Ma gli spazi che hanno dato e continuano a dare una impronta determinante oggi sono ben più caratterizzati e più dinamici. Modulari e plastici sull'onda delle tendenze culturali ed in continua metamorfosi, anche nell'arco di una giornata possono modificarsi come un complesso organismo vivente. Workshops, corsi, laboratori teatrali, danza sperimentale e tutte le loro ibridazioni e derivati, cinema di animazione, animazione digitale e tradizionale, suono, architettura, urbanistica e linguaggi dei nuovi media. La loro connotazione è fortemente indirizzata verso una forma di antagonismo sociale, politico e culturale, volto alla critica del mercato globale, alla questione dell'immigrazione, alla libera comunicazione (Indimedia), Candida TV. Ma soprattutto oggi, il confronto avviene sul piano dei linguaggi, vero luogo mentale di coesione di tutto il resto. Gli Hackmeetings che vi si tengono sono un proficuo incontro dei più interessanti sviluppi e condivisione di conoscenze intorno al Free Software e al sistema operativo Linux che è open source. E' lo stesso fare cultura a divenire cultura. Sono le modalità del linguaggio corrente, e per questo si intenda internazionale, a fare rete. Un complesso network di interconnessione tra centri europei dove gli eventi sono legame per un operatività comune, dove la rete è spazio fisico come qualcosa di sfuggente ma unitario, sintomo che si manifesta singolarmente in diverse regioni del mondo. A volte sono solo luoghi tematici in rete, sulla Net-Art, sull'attivismo o Mailing List il cui scopo e' quello di darsi convegno come i No Border creando camp contro la barbarie dei "centri di accoglienza" o le barriere doganali della fortezza Europa, o se si vuole,dell'occidente.
Anche la divisione tradizionale tra le arti cade, intervenendo il fattore digitale a fondere ed interfacciare diverse forme espressive e di concezione.
Concerti, Live electronics, VJing con interventi-ibridazione originati nell'astrattismo razionalista delle origini e op, nella psichedelia anni settanta mutuata da certo pop, segnati da suoni sintetici prodotti da piccole e aggressive etichette musicali. Letteratura, cinema di ricerca, video con la complicità del digitale che pone nuovi quesiti ed orizzonti. Luoghi virtuali-fisici per necessità, per caso, per finta. Gli spazi recuperati alle attività frenetiche ed estremamente articolate della vita culturale di queste architetture dell'immaginazione diventano vitali e necessarie forme, non solo fisiche, non solo virtuali, che accomunano luoghi ed orientamenti assai diversi, tali da renderli movimento, pensiero.
Dal recupero di aree industriali dismesse, trasformate in luoghi di ricerca artistica permanente, esperienze nate spesso da forme di occupazione antagonista (come gli squatters) e divenute in alcuni casi delle vere e proprie istituzioni culturali (come ad esmpio V2 a Rotterdam), alla edificazione di vere e proprie "cattedrali della ricerca", spesso prive di un reale rapporto con il territorio di apparteneza (come ad esempio lo ZKM di Karlsrhue), il nord europa ha dato "l'imprinting" alla proliferazione di nuovi spazi culturali anche in nell'area del Mediterraneo.
Tra queste realtà, quella a noi più vicina, la più rappresentativa è senza dubbio il Centro di culture contemporanee Zo di Catania, unica struttura in Sicilia che collabora stabilmente con analoghe strutture in Italia e all'estero (V2 a Rotterdam, Vooruit in Belgio, Rote Fabrik a Zurigo, Fournos ad Atene, Gaitèliriquue a Parigi solo per fare alcuni esempi), un ponte che si protende idealmente tra il Mediterraneo ed il nord Europa, emblematico esempio di rottura di un isolamento culturale e geografico ormai atavico.
Ex fabbrica di zolfo, Zo rielabora creativamente i suoi spazi fisici (mutanti e modulari) diventando così luogo di produzione di pensiero e pratiche innovative, una vera fabbrica dell'immaginazione.

iniziamo con questo articolo la pubblicazione di una serie di interventi sulle nuove avanguardie culturali

spazi, forme, laboratori e linguaggi del contemporaneo