il tempo che non c'è più

  di roberto de benedictis  

 

Scrivo a caldo. Nello Bruno se ne è andato da poche ore e la pena per la sua morte sta piano piano invadendo tutti noi che lo abbbiamo conosciuto. All’incredulità, alla violenza di una cosa così normale eppure assurda, si aggiunge uno speciale sentimento di amarezza nel sapere che è stato tagliato il filo di una vita che ancora aveva da dare e soprattutto da ricevere molto. Ed io a questo penso da quando l’ho saputo, al debito aperto che ci resterà con lui.
Saremo in molti che non potremo litigare più con Nello, perché si litigava eccome. Il suo rigore non conosceva compromessi, le sue idee non volevano mezze misure, fino all’intransigenza, fino all’isolamento. Certo non era semplice lavorare insieme, accettarlo com’era, condividere il suo modo di essere lungo tutto un tragitto comune. La stessa idea di questo giornale nacque insieme con lui ma poi, come spesso accadeva, una deviazione dalla prima impostazione gli rese impraticabile la sua partecipazione. Spesso i cammini intrapresi insieme sono stati interrotti e poi ripresi , nè saprei dire concretamente che cosa avremmo potuto fare e non abbiamo fatto per mettere a frutto tutti i suoi molti talenti. Ma stasera non ho dubbi sul fatto che quello che Nello è stato messo in condizione di dare è stato poco, molto poco rispetto a quello che avrebbe potuto e voluto. Ed assai meno quello che gli è stato riconosciuto e reso. Rendendolo deluso, spesso amareggiato. Nello era intelligente, competente, generoso ed operoso. Pensavo che avremmo costruito l’occasione buona, ci stavamo lavorando, forse era una questione di tempo. Quel tempo che non è nostro, che adesso non c’è più.
Stasera questo penso, senza prudenza, senza accortezze: che Nello è stata una risorsa che abbiamo sprecato, che questa città non ha usato appieno. Una città piccola piccola, che si ostina a servirsi dei soliti, spesso mediocri, ubbidienti o senza sorprese, consiglieri, assessori, consulenti, esperti, tecnici, professionisti, ad escludere gli uomini meno omologabili, spesso soltanto più distanti.
Se questo è un compito della politica, se mettere a frutto risorse e talenti è, come credo, un compito precipuo della politica, anche da questo si può misurare il suo successo, il suo fallimento.
Il suo peccato. Anche per questo noi dobbiamo, con tutta la nostra forza, fare che la politica serva tutti noi servendosi di tutti.

nello bruno è morto improvvisamente la mattina del 25 ottobre