spacconerie

  di roberto de benedictis  

 

Non so se l’avete capito, ma è con orgoglio che potremo dire che proprio qui, nella nostra terra di Sicilia, la notte fra il 5 ed il 6 ottobre scorso è stata scritta una nuova pagina di civiltà della nostra repubblica. D’ora in avanti, quando qualcuno vorrà essere sicuro di contare veramente qualcosa, dovrà imporre le sue visite di notte. Così, per capriccio. Per dimostrare di potersi permettere veramente tutto. Può cominciare da un museo, per esempio la Villa romana di Piazza Armerina, ma potranno andare bene anche le chiese, i palazzi comunali, gli uffici postali e col tempo, speriamo, le case dei sovrintendenti ai beni culturali. Con tutti quegli ignoranti perditempo ad aspettarti in piedi alle quattro del mattino: parroci, sindaci, impiegati, professori.
Meglio se ad aspettare ci sono anche amici, mogli, figli, plebe insomma. Perché il suo potere, la sua importanza, la sua sublime altezza potranno essere misurati solo dal compiaciuto disprezzo per gli altri, dagli insulti che a fine visita riserverà loro.
Certo, occorrerà un complice, un degno compare, meglio se assessore, ottimo se prepotente, spaccone, ma di quelli che passano per ben educati.
Come nei film, insomma: uno che non deve chiedere scusa, mai.