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| di piergiorgio gerratana | ||
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Sentiamo il bisogno di far sentire la nostra voce in merito ad un problema che pesa come un macigno sulla testa di tutti gli italiani. Assistiamo, da due anni a questa parte, ad un vorticoso aumento dei prezzi, soprattutto per quel che riguarda i generi di prima necessità, e vogliamo cercare di capirne il perché. Dagli ultimi dati forniti da FederConsumatori, Cia, Coldiretti, Eurostat, emerge che, per fare qualche esempio, il prezzo dei prodotti ortofrutticoli è aumentato in media del 25%, i canoni d’affitto del 28%, l’RC auto del 8%. L’informazione televisiva (libera e pluralista…) ci bombarda tutti i giorni di servizi giornalistici in merito alla questione cercando di inculcare nella nostra testa che il vero colpevole di questa situazione è l’euro. Due anni che l’euro è nelle nostre tasche, due anni che i prezzi aumentano: equazione perfetta! Non solo. I rappresentanti dei commercianti affermano che la lievitazione dei prezzi è causata anche dai vari “passaggi” che un prodotto compie nel suo “percorso” dal produttore al consumatore. Allora, cerchiamo, dal nostro modesto punto di vista, di chiarire la situazione. In primo luogo, il fenomeno dell’aumento dei prezzi, dall’entrata in vigore dell’euro, ha investito, ironia del caso, soltanto l’Italia. Quindi, da ciò possiamo benissimo dedurre che non è un problema che interessa né l’Unione Europea, né il sistema economico-monetario europeo, né tantomeno l’euro. In secondo luogo, rientra esattamente nella logica del mercato il fatto che un prodotto, prima di approdare nelle mani del consumatore, parta dal produttore, passi attraverso il grossista per poi essere venduto al dettaglio. Accadeva agli albori dell’economia di mercato, accade ancora oggi. Allora? Perché i prezzi aumentano e il potere d’acquisto dei consumatori diminuisce? Perché non si riesce più ad arrivare “alla fine del mese”? Noi siamo fermamente convinti che dietro molte motivazioni e giustificazioni (infondate!) si nasconde l’incapacità del governo italiano di intervenire a fondo e risolvere il problema. Eh si! Checché ne dica il “capofortuna” con i suoi proclami e i suoi sorrisi attraverso la tv, in Italia, stiamo vivendo un periodo di pesante crisi economica che ci ha fatto retrocedere all’ultimo gradino in termini di competitività, produzione, esportazioni, ricerca, nel confronto con gli altri paesi di “Eurolandia”. Gli italiani non possono essere costretti a fare delle rinunce che compromettono non solo la scelta dei prodotti di qualità, ma anche la quantità di prodotto da acquistare (forse su questo punto ha influito l’esilarante trovata tutta “rusalinara” delle mezze porzioni!). Non è accettabile che tra il prezzo alla produzione di una merce e quello di vendita al dettaglio si raggiunge e, molte volte, si supera il 100% di rincaro. Non è, altresì, possibile che nelle reti televisive italiane sia messo in opera un continuo boicottaggio nei confronti di chi, cifre alla mano, cerca di far capire agli italiani qual è la verità in merito; sintomo di un fastidio che cresce, da due anni a questa parte, per ogni opinione alternativa al pensiero mediatico unico del premier e del suo “management”. (Basti pensare a quanto spazio è stato dedicato da RAI e MEDIASET alla giornata di sciopero della spesa indetto da FederConsumatori per il 16 settembre. Nonostante ciò hanno aderito un consumatore su due e Palermo insieme a Napoli hanno raccolto il maggior numero di adesioni alla protesta con, rispettivamente, il 52% e il 56% dei consumatori). A questo punto, la domanda da porsi è: perché le autorità preposte non fanno i controlli cercando di scovare e punire i fautori dell’”aumento selvaggio”? Ecco che emerge l’incapacità del governo di cui parlavo prima. In tutto questo caos, dove sono le camere di commercio e la guardia di finanza? Completamente latitanti! Consumatori e commercianti lasciati al loro destino, completamente soli; chi è più furbo va avanti! Si capisce benissimo che quanto scritto non ha l’obiettivo di accusare e crocifiggere i commercianti onesti, ma quello di denunciare con forza l’impreparazione, l’incapacità, l’inettitudine e l’ignoranza di chi ci rappresenta al governo e non è in grado di da vita a politiche che ridiano fiducia ai consumatori, prevedano monitoraggi seri sui prezzi e puniscano i furbi e i disonesti. Gli italiani sono stanchi delle “sparate” del presidente del consiglio, sono stanchi del continuo ricorso ai condoni che penalizzano i cittadini onesti, sono stanchi di vivere senza la certezza di poter comprare da mangiare ai propri figli, sono stanchi della latitanza di questo governo su tutti i fronti, dall’economia, al lavoro, alle pensioni, alla scuola. Piove governo ladro… i prezzi volano e il governo nicchia |