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La vita politica italiana, alla ripresa
dal periodo estivo, si presenta caratterizzata dalla necessità
dell'attuale Governo di fare cassa.
Sembrano passati i periodi in cui il Ministro Tremonti, nonostante i fatti
non gli dessero ragione, mostrava ottimismo e dichiarava al mondo intero
che i conti pubblici erano a posto.
Ora è lo stesso Ministro Tremonti a sancire il fallimento della
politica liberista senza regole e a sostenere che occorre una manovra
economica per risanare le casse del bilancio dello Stato, poichè
siamo in piena recessione.
Sono stati due i principali strumenti individuati dall'attuale governo
per dare inizio a questa operazione di rientro e cioè il condono
edilizio e la riforma previdenziale.
La nuova Finanziaria vuole realizzare entrate sanando quelle costruzioni
frutto di una mentalità di aggressione delÊterritorio, in
violazione delle più elementari regole di convivenza civile; addossando
poi ai Comuni che, in base a tale progetto di riforma, saranno tra gli
enti che subiranno tagli ai finanziamenti, le opere di urbanizzazione
necessarie per dotare tali costruzioni neolegalizzate dei servizi essenziali.
Il territorio siracusano costituisce, anche alla luce della recente alluvione,
un esempio emblematico di come sia sconsiderato, oltre che illegale, costruire
al margine di fiumi e, comunque, in assenza di un piano di smaltimento
delle acque piovane, come, del resto, appare insensato e pericoloso che
in Sicilia si sia costruito alle falde di un vulcano in piena attività
eruttiva come l'Etna. Ma ciò appare difficile da far comprendere
non solo ai politici localiÊche, nel corso degli anni hanno assistito
impotenti, se nonÊaddirittura consenzienti, a questo fenomeno dilagante
ma anche a chi ci governa ai più alti livelli che individua nella
legalizzazione ex post di tale fenomeno lo strumento più efficace
per uscire dall'impasse.
A ciò si aggiungono poi i previsti tagli nel settore pensionistico,
la politica di favore delle imprese e non delle famiglie, che si accompagna
drammaticamente all'attuale aumento del costo della vita, e i previsti
tagli ai fondi per le scuole statali e per la sanità.
La linee guida di tali politiche di rientro del debito pubblico appaiono
quelle di privilegiare chi costruisce abusivamente, a scapito di chi costruisce
nel rispetto delle leggi e quindi, con notevole dispendio di tempo e denaro,
di penalizzare settori nevralgici della vita di un paese, quali la sanità
e la pubblica istruzione, categorie deboli,come i pensionati e i lavoratori,
nonchè emerge la mancata predisposizione di un piano di arresto
del fenomeno dell'inflazione.
il
fallimento delle politiche economiche del governo
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