un nuovo ulivo

  di franco piro  

 

Ci sono numerosi segnali che dimostrano che nel blocco sociale che si era saldato intorno alla CDL e alla leadership mediatica di Berlusconi, si stanno operando incrinature importanti.
Ciò non si traduce però automaticamente in consenso per il centro-sinistra.
Soprattutto a causa delle gravi difficoltà che incontra il centro-sinistra nel presentarsi come alternativa credibile.
Gli scontri interni un po' su tutto: leader, modalità di costruzione dell'Ulivo, allargamento dei confini; le laceranti divaricazioni su ruolo internazionale dell'Italia, sciopero generale, unità sindacale, richiedono un grande lavoro che metta al centro e in ordine questioni quali: il progetto, il programma, forma della coalizione, gruppo dirigente.
Ritengo importante riprendere il filo del cammino intrapreso nel 1996. Perché non ripartire dalle 88 tesi dell'Ulivo, avviando una larga riflessione, diffusa nel Paese, nei territori, negli aggregati sociali, nelle organizzazioni, che aggiorni e riveda quel progetto, insieme alla costruzione di un programma di governo che miri innanzitutto a dare risposte alle emergenze del Paese: dalla legalità e dalla giustizia alla crisi industriale; dalla scuola alla sanità; dal federalismo alla crescita del mezzogiorno?
Contemporaneamente, occorre lavorare ad un nuovo modello organizzativo dell'Ulivo, nel quale va compresa anche Italia dei Valori, sostanzialmente su uno schema federale, nel quale le singole parti, comprese le espressioni dei movimenti, si federano e cedono porzioni di sovranità al soggetto di coalizione, il quale sarà il solo titolato ad intervenire sulle questioni, per così dire, di livello federale.
A questo punto si porrà la questione del leader della coalizione e candidato premier.
Bisogna fare presto, per impedire che la divaricazione tra chi spinge sulla radicalità dei movimenti e chi punta sul carattere riformista dell'Ulivo diventi insuperabile.