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L'intervento di Massimo Cacciari
al Convegno dei Verdi del Veneto sull'arresto dei new global
Ci tenevo a dirvi due brevissime riflessioni. La prima è di carattere
giuridico. Credo che, da parte di tutti i democratici e al di là
di ogni appartenenza politica o partitica, occorra richiedere con la massima
forza che la gravità delle accuse rivolte agli arrestati sia in
qualche modo sostenuta immediatamente: cioè, non è possibile
che si accusino dei giovani aderenti a un movimento assolutamente spontaneo,
pubblico, senza alcuna dimensione non dico clandestina ma neanche appartata,
di cospirare contro le istituzioni, contro lo stato e contro l'economia.
C'è una sproporzione evidente: non possono venire da me e dirmi
che complotto contro lo stato, devono almeno immediatamente poter dimostrare
l'esistenza di una mia organizzazione, di mie sedi, di mie strutture "organizzate"
in modo adeguato allo scopo, adeguato alle intenzioni di cui mi si accusa.
Credo che qualunque giurista, di qualsiasi appartenenza politica, dovrebbe
chiedere questo. Tutti gli avvocati che dimorano alla camera dei deputati,
credo che dovrebbero chiedere questo… a partire dai difensori del
cavaliere Berlusconi, perché è talmente smisurata l'accusa
rispetto all'esistenza a noi nota di questi movimenti che la cosa è
assolutamente fantapolitica. Ritengo che questa sia una cosa che noi dobbiamo
chiedere a tutti, a tutti coloro che credono minimamente in un sistema
di garanzia e diritto. Schiaffare in carcere di massima sicurezza, come
un terrorista dichiarato/confesso, persone che facevano dei movimenti
assolutamente pubblici, forse anche troppo pubblici, è una cosa
che non sta né in cielo né in terra e su questo bisognerà
far riflettere davvero tutti, al di là di ogni appartenenza.
La seconda riflessione è un ragionamento politico. E' chiaro che
vi sono forze, soprattutto dopo Firenze e dopo la prova di maturità
e di voglia di discussione e dialogo che quel movimento ha espresso a
Firenze - e che avrebbe espresso anche a Genova se non fosse stato trattato
come è stato trattato - e nella prospettiva che abbiamo di fronte,
in primis la guerra, è chiaro che si farà di tutto per cacciare
nell'angolo il movimento stesso. Io posso avere centomila ragioni di discussione
nel merito… a me piace sempre meno manifestare - non lo facevo nemmeno
nel '68 figuriamoci adesso - ma discutere mi piace e quindi con questo
movimento vorrei discutere, non vorrei che mi venisse mandato in galera,
vorrei discutere, non vorrei questa coazione a ripetere per cui i movimenti
vanno divisi, schiacciati, relegati in un angolo, magari costretti o spinti
a determinate scelte. Queste sono tragedie per la democrazia! Non so se
tutti lo capiamo, se tutti lo capiscono, anche all'interno di coloro che
si chiamano democratici. Io non faccio dietrologia ma è una realtà
di fatto: perché dopo Firenze e prima della guerra? Proprio quando
ci sarebbe bisogno del massimo di ascolto, di discussione, di capire,
di ritrovarci assieme contro questi pericoli drammatici per tutti noi,
per il mondo… essere rischiacciati in una logica giudiziaria e repressiva
che ti impedisce di discutere perché diventa ovviamente il "sì,
sì, no, no", la contrapposizione che impedisce ogni forma
di relazione. E' questo il disegno che sta dietro? A tutte le forze politiche
va chiesto questo: vedete questo pericolo? Come vi collocate? Non vedete
che bisogna reagire a questo pericolo, a questo atto? E reagire immediatamente!
Reagire a questo atto che è il primo di una strategia, anche troppo
evidente e palese, per impedire che settori del ceto politico, che settori
politici si confrontino col movimento in modo positivo.
Le forze politiche devono reagire. Parlo a voi ma mi riferisco a quelli
che qui non sono presenti. Su questo bisogna mettere un paletto fermo,
non aspettare di vedere cosa è successo… diteci subito di
che cosa li accusate, perché, come, su che fondamenti… E
il giorno dopo manifestazioni, assemblee, incontri con il movimento per
discutere del fatto che è successo e per discutere di come possiamo
affrontare insieme, senza scan-narci in casa, i drammi che ci aspettano.
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