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| di domenico cacopardo | ||
| Di vedere installata un’altra
antenna tra le case del loro paese gli abitanti di Belvedere non ne vogliono
proprio sapere. E si che già di antenne se ne vedono tante guardando
la sommità della collina di Epipoli, lì dove sorge il “Semaforo”,
la costruzione che domina su Belvedere e che è ben visibile da ogni
lato della stessa collina tanto da essere diventato il simbolo del paese. Ma sembra che essere un bel-vedere abbia i suoi costi. La posizione privilegiata che il sito di Belvedere occupa sul territorio circostante Siracusa, una posizione che domina a sud per intero la vallata dell’Anapo nella sua parte terminale, a est la città di Siracusa con il porto grande e Ortigia, a nord tutta la costa che dalla tonnara di Santa Panagia passando attraverso Targia e Tapso, giunge ad Augusta e si proietta fino a Catania con sullo sfondo lo scenario dell’Etna a costituirne la quinta naturale e magnifica, scatena gli appetiti degli enti e società interessate all’impianto di antenne televisive o per telefonia. E così, come se non bastassero già gli impianti trasmittenti presenti attorno al “Semaforo” e ben visibili da ogni dove, è stata chiesta ed ottenuta dalla società Nortel Network l’autorizzazione all’installazione di una nuova antenna telefonica in via Ovidio, proprio dentro il centro abitato di Belvedere. A questo punto i cittadini della frazione siracusana hanno detto basta e si sono costituiti in comitato spontaneo dando vita ad una serie di manifestazioni pubbliche di protesta. Il Consiglio di quartiere ha fatto proprie le preoccupazioni dei cittadini votando un ordine del giorno in cui si chiede al Sindaco di intervenire per sospendere la nuova installazione. Si è anche tenuto un incontro tre il sindaco e i rappresentanti del comitato di base, con la partecipazione dei consiglieri di quartiere e dei consiglieri comunali di Belvedere. Il Sindaco si è impegnato ad attivare una convenzione con l’Università per avviare un’indagine sui rischi reali di patologie derivanti dall’inquinamento elettromagnetico. Ma ha pure sottolineato che se la Soprintendenza e l’Arpa provinciale rilasciano i relativi pareri favorevoli il comune non può che autorizzare l’impianto di via Ovidio; così come non può negare l’autorizzazione richiesta per impianti da far sorgere in altre zone della città. Infatti un altro fronte caldo è aperto a Siracusa, quello relativo all’installazione di un impianto radio base in via Gela, proprio a ridosso di una scuola. Il problema della presenza di antenne telefoniche, radio e televisive dentro i centri abitati diventa sempre più incandescente ed è sempre più acuta la preoccupazione dei cittadini per i rischi derivanti dall’inquinamento elettromagnetico. Non tranquillizzano le rassicurazioni che gli enti preposti ai controlli (a cominciare dalle ASL) lanciano, sostenendo la regolarità “normativa” delle emissioni rilevate dagli impianti esistenti o per le emissioni previste dagli impianti di nuova costruzione. L’ansia e i timori dei cittadini sono dettate dalle incertezze, anche scientifiche, che su questa materia esistono e dunque dall’impossibilità di escludere ogni pericolo presente e, soprattutto, futuro per la salute. A Belvedere, inoltre, i cittadini lamentano le gravissime conseguenze di impatto ambientale che la presenza delle antenne già installate produce sull’ambiente e in particolare sul “Semaforo” che è quasi “oscurato” dai tralicci che sorreggono gli impianti. Il “Semaforo”, una costruzione che risale agli inizi del secolo scorso, è stato da poco ristrutturato e restaurato ad opera della Soprintendenza. Eppure la legge attualmente in vigore in Italia è tra le più severe e restrittive in Europa, come ha sottolineato il Sen. Rotondo all’assemblea pubblica che si è tenuta a Belvedere. Non solo, ma questa legge ha introdotto un concetto nuovo, molto importante, quello di precauzione. Quando non esistono dati certi sulle possibili conseguenze negative per la salute dei cittadini, vale il principio di maggiore precauzione fino alla prova di non nocività. In base a questo principio chi intende attivare un nuovo impianto trasmittente deve dimostrare la inesistenza di possibili conseguenze sulla salute. In realtà, pur in presenza di una legislazione così severa, le amministrazioni pubbliche sono di fatto impossibilitate ad impedire l’installazione di nuovi impianti dentro i centri abitati quando le società che ne fanno richiesta dimostrano che le emissioni sono dentro i termini di legge. Ed infatti non si è riusciti finora ad impedire l’allocazione di nuove antenne non solo dentro i centro abitati, ma addirittura in prossimità di edifici scolastici, come è accaduto lo scorso anno a Floridia. Qui, proprio sul tetto di un edificio ubicato nelle immediate vicinanze di ben due scuole, la Omnitel ha installato una sua antenna. Un’altra antenna della Tim era già da tempo installata a pochissime decine di metri dal nuovo impianto. Come ha dichiarato l’onorevole Egidio Ortisi, anch’egli presente all’ assemblea pubblica di cui si diceva, l’unica strada per ora percorribile è quella di spingere Sindaco e Prefetto ad intervenire bloccando le autorizzazioni per motivi di ordine pubblico, in conseguenza del disagio espresso dai cittadini. Solo sulla base di tali motivazioni il Sindaco può rinviare la concessione delle autorizzazioni. Ma può solo rinviarle, ecco il problema. |