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L’ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad attivarsi in tutte le sedi per impedire la chiusura dello stabilimento
FIAT di Termini Imprese e per giungere ad una positiva soluzione che rilanci
il ruolo dell’industria siciliana;
- a farsi portavoce presso il Governo nazionale del rischio concreto che
la chiusura dello stabilimento di Termini Imprese rappresenterebbe un
danno irreversibile per l’economia di tutta la Sicilia;
- ad intervenire con il Governo nazionale affinché eserciti il
proprio peso politico per dire a FIAT che il piano industriale è
inaccettabile e va totalmente modificato;
- a chiedere al Governo nazionale l’istituzione di un tavolo di
confronto tra Governo nazionale, Governi delle regioni interessate, FIAT
ed organizzazioni sindacali per discutere il nuovo piano industriale,
che in ogni caso dovrà prevedere la continuità produttiva
senza le interruzioni previste per il 2 dicembre prossimo;
- a sostenere che il piano dovrà contenere uno sviluppo del settore
adeguato ai livelli di produzione delle altre aziende internazionali;
- ad affermare che lo stesso piano dovrà considerare lo stabilimento
di Termini Imprese non ultimo territorio dell’impero, ma avamposto
per i mercati del Mediterraneo e dovrà prevedere, per Termini Imprese,
una produzione autonoma e completa, un numero maggiore di auto prodotte
e/o nuove linee di produzione;
- a rifiutare ogni ipotesi di scambio fra la chiusura dello stabilimento
siciliano e forme diverse di ammortizzatori sociali o di mobilità
dei lavoratori verso altre possibili attività da insediare o rilanciare
nell’area industriale in sostituzione;
- a chiedere al Governo nazionale di intervenire con un piano finanziario
che preveda un assetto azionario equilibrato e di garanzia per tutti e
che confermi un ruolo fondamentale per il Sud a partire da Termini Imprese;
a chiedere al Governo nazionale che, a fronte di un nuovo piano industriale
di rilancio, ci sia una partecipazione pubblica.
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