14 settembre
Una festa di protesta

  di domenico richiusa e fabio fazzina  

 

A distanza di un mese dalla manifestazione tenutasi in Piazza San Giovanni a Roma, e sfumata l’euforia per il grande successo, occorre che tutti noi ci poniamo alcune domande: Cosa spinge centinaia di migliaia di persone ad autotassarsi e a darsi una organizzazione degna dei più collaudati partiti? Perché il Premier ha avuto parole di sarcasmo e di irrisione per tutta quella gente presente quel giorno in piazza? Cosa accadrà da quel giorno in poi nel dialogo tra i movimenti e i partiti del centro sinistra?
Alla prima domanda rispondiamo dicendo che secondo noi è la voglia di politica che ha fornito i giusti entusiasmi alle persone che a proprie spese sono volute essere presenti. Da troppo tempo, infatti, la gente comune è stata esclusa dalle sedi dei partiti non potendo contribuire per nulla alle scelte fatte.
Il disperato grido di Moretti, lanciato lo scorso Febbraio a Roma, ha però cambiato qualcosa. E da quel giorno è partita una splendida avventura, avventura che ha avuto diverse tappe, con manifestazioni che hanno visto ingrossarsi le proprie fila e che si sono svolte davanti a tutte quelle istituzioni che andavano e vanno difese a spada tratta.
Anche a Siracusa, due ragazzi hanno sentito crescere nel proprio animo il senso di disgusto e di rifiuto verso ciò che stava accadendo e così si sono intestarditi a voler portare in piazza la gente. E così lo scorso 10 Marzo quasi un migliaio di persone si sono ritrovate in piazza, quella piazza che i partiti non riempivano ormai da anni.
E poi c’è stato anche a Siracusa il 14 Settembre, dove quei due ragazzi tra mille difficoltà hanno messo in campo le loro deboli forze ma alla fine sono riusciti a dare alla nostra provincia la propria rappresentanza quel giorno in piazza, rappresentanza tra le più “rumorose” e “colorite” a dimostrazione di quanto forte fosse l’entusiasmo dei partecipanti siciliani.
E le parole del “nostro amato” premier? La sensazione è che forse Berlusconi abbia capito l’efficacia e la pericolosità (per lui chiaramente…) di quella manifestazione. Il premier sa che la sinistra ha, in quelle manifestazioni, la possibilità di ritrovare umiltà e motivazioni, entusiasmi e soprattutto unità tra tutte le sue componenti, e questo lo spaventa.
Ma saprà la sinistra cogliere gli stessi significati appena descritti? Va sicuramente rivolto un appello ai dirigenti del centro sinistra affinché essi si sforzino di capire che le future scelte non potranno non tenere conto del coinvolgimento della gente comune, altrimenti sarà la fine della residua rappresentatività. E in questo senso va salutata con gioia e speranza la presenza in piazza, a Roma, del Sen. Rotondo e dell’On. De Benedictis, presenza che sta a dimostrare come anche a Siracusa qualcosa stia cambiando.
Vorremmo concludere con le parole pronunciate il 14 Settembre da Vittorio Foa, parole che sono un appello a tutte le forze di centro-sinistra: “Da questa piazza viene oggi una grandissima lezione di unità; e unità non vuol dire pensare tutti allo stesso modo ma partire dalle differenze ed impegnarsi insieme”.